Tutti voi siete uno in Cristo Gesù (Gal 3,28)


18-25 gennaio settimana di preghiera per l’unità dei cristiani.

Quest’anno (2013) il Mosaico, rivista della Federazione oratori di Cremona mi ha chiesto un contributo sul’ecumenismo che pubblico di seguito.


logo studi ecumenici san bernardino

Logo dell’Istituto di Studi Ecumenici “S. Bernardino” di Venezia. La chiesa è metaforicamente rappresentata dalla barca. L’albero maestro è la croce di Gesù salvatore degli uomini (JHS: Jesus Hominum Salvator)

Li incontriamo a scuola, sono compagni/e o amici dei nostri figli. Vengono nelle nostre case perché accudiscono i nostri genitori, zii, nonni; anziani e bisognosi di cure. Oppure ci aiutano nelle pulizie domestiche. Sono i nuovi italiani. Non tutti professano altre religioni. Anzi, molti sono cristiani e professano la confessione ortodossa1. Anche loro, come noi cattolici, credono in Gesù Cristo vero Dio e vero uomo, Signore e Salvatore. A noi abituati a far coincidere il termine “cristiano” con “cattolico” ricordano che ci sono altre confessioni. Diversità, diverse sensibilità, diventarono incomprensioni fino ad esplodere. Al di là delle vicende storiche, oggi la chiesa cattolica quali rapporti instaura con questi nostri fratelli separati? Il Concilio Vaticano II aveva tra i suoi principali intenti quello del “ristabilimento dell’unità fra tutti i cristiani”2 perché da “Cristo Signore la Chiesa è stata fondata una e unica” per cui tale divisione è di scandalo al mondo. Ai proclami sono seguiti dei gesti. Forte e coraggioso quello del Patriarca ortodosso Atenagora I e Papa Paolo VI che incontrandosi a Roma nel 1964 hanno abolito le reciproche scomuniche. Sempre il Concilio ci offre un metodo per la relazione con chi professa una religione diversa dalla nostra. Una sorta di pedagogia: la chiesa “in primo luogo esamina [qui] tutto ciò che gli uomini hanno in comune”3. Valorizziamo le ricchezze reciproche e su queste “partecipiamo con slancio all’opera ecumenica”4. Dialogo che può avvenire anzitutto eliminando “parole, giudizi e opere che non rispecchiano con giustizia e verità la condizione dei fratelli separati”5. Si tratta di acquisire una conoscenza più vera e una stima più giusta reciprocamente. Alcuni esempi di ciò che abbiamo in comune e che ci può arricchire ulteriormente. Quante nostre chiese mostrano le icone? Sono patrimonio della chiesa ortodossa che ha custodito, tramandato e donato questa ricchezza di fede prima ancora che d’arte.

icona della fratellanza

Icona che mostra l’abbraccio tra Pietro (a destra) e Paolo (a sinistra)

Chi di noi non si è imbattuto, non ha pregato, davanti all’icona della trinità di Andrej Rublëv, o all’icona dei SS. Pietro ePaolo, detta della “fratellanza” o l’abbraccio di comunione (Gal 2,7-10)? Come non pensare alle confessioni luterane e alla centralità della sacra scrittura per la vita di un cristiano? Il documento conciliare Dei Verbum ne sottolinea l’importanza e a tutti i cattolici raccomanda “un contatto continuo con le Scritture mediante una lettura spirituale assidua e uno studio accurato”. «L’ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo»6. Gesto concreto rivolto a tutti i cristiani è l’iniziativa che si svolge tutti gli anni dal 18 al 25 gennaio: la settimana ecumenica di preghiera per l’unità dei cristiani. Le diverse comunità cristiane presenti in una città si ritrovano per pregare insieme con testi concordati. Concludo con le parole del teologo evangelico Dietrich Bonhoeffer External link, giustiziato per volere di Hitler. Dopo un suo soggiorno a Roma, che lo colpì profondamente, ebbe a dire:

“Esiste una parola che in un cattolico che la sente provoca tutti i sentimenti d’amore e beatitudine: […] E c’è una parola che per l’evangelico ha il suono di infinitamente banale […] Guai a noi se questa parola non ritornerà ad esser importante, si, il centro della nostra vita. Si, «Chiesa» è questa parola, il cui senso noi abbiamo dimenticato e il cui splendore e grandezza noi oggi vogliamo vedere”7.


Note

1 Fino a qualche anno fa la prima comunità di stranieri in Italia era quella marocchina ora quella rumena (che ricordiamo appartengono alla comunità europea). Fonte http://www.dossierimmigrazione.it/External link
2 Documento Unitatis redintegratio del 21 novembre 1964, n° 1. http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_decree_19641121_unitatis-redintegratio_it.htmlExternal link
3 Il testo citato è contenuto del documento Nostra Aetate sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane. http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_decl_19651028_nostra-aetate_it.htmlExternal link
4 Documento Unitatis redintegratio del 21 novembre 1964, n°4.
5 Documento Unitatis redintegratio del 21 novembre 1964, n°4.
6 Dei Verbum 25. http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19651118_dei-verbum_it.htmlExternal link
7 Predica del 29 luglio 1928 su 1 Cor 12,26 e seguenti. Citata in Eberhard Bethge, Dietrich Bonhoerffer, Una biografia, terza ed., Ed. Queriniana, Bs, 2004, p.6.

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