Trilussa, Natale de guera


Natale 1914, soldati tedeschi e britannici in un momento di fraternità

Natale 1914, soldati tedeschi e britannici in un momento di fraternità

1914 -2014. 100 anni dalla grande guerra, dall'”inutile strage” (Papa Benedetto XVI) perchè inutili sono tutte le stragi e tutte le guerre. Trascrivo Natale de guera una poesia di Carlo Alberto Salustri, in arte Trilussa scritta durante il primo conflitto mondiale. E’ un testo che ci mette nei panni di Gesù bambino e ripercorriamo attraverso il suo sguardo quello che i testi dei vangeli di Luca e Matteo ci propongono, immagini che ci sono famigliari: i pastori, i doni, i re magi. Oppure che la tradizione ha tramandato come l’asino e il bue. Tutto è attualizzato, la guerra ha cambiato e modificato la realtà. Il presepe, reso famoso da Francesco d’Assisi, ha questo significato: ricordarci che per un cristiano Gesù nasce anche oggi, è vivo e presente in mezzo a noi e condivide la nostra storia come fece nella Palestina di duemila anni fa. Le domande del bambino, semplici, ingenue, vere, rendono tutto lo stridore e l’assurdità della realtà della guerra.


Ammalappena che s’è fatto giorno
la prima luce è entrata ne la stalla
e er Bambinello s’è guardato intorno.
– Che freddo, mamma mia! Chi m’aripara?
Che freddo, mamma mia! Chi m’ariscalla?

– Fijo, la legna è diventata rara
e costa troppo cara pè compralla…
– E l’asinello mio dov’è finito?
– Trasporta la mitraja
sur campo de battaja: è requisito.
– Er bove? – Pure quello…
fu mannato ar macello.

– Ma li Re Maggi arriveno? – E’ impossibbile
perchè nun c’è la stella che li guida;
la stella nun vò uscì: poco se fida
pè paura de quarche diriggibbile…-

Er Bambinello ha chiesto:- Indove stanno
tutti li campagnoli che l’antr’anno
portaveno la robba ne la grotta?
Nun c’è neppuro un sacco de polenta,
nemmanco una frocella de ricotta…

– Fijo, li campagnoli stanno in guerra,
tutti ar campo e combatteno. La mano
che seminava er grano
e che serviva pè vangà la terra
adesso viè addoprata unicamente per ammazzà la gente…
Guarda, laggiù, li lampi
de li bombardamenti!
Li senti, Dio ce scampi,
li quattrocentoventi
che spaccheno li campi?-

Ner dì così la Madre der Signores’è stretta er Fijo ar core
e s’è asciugata l’occhi cò le fasce.
Una lagrima amara pè chi nasce,
una lagrima dòrce pè chi more…


Per saperne di più, approfondimenti sul Natale

Rispondi