Bezzecchi Giorgio – “Il popolo dei ROM”


lo sono figlio di deportati, nipote di morti e dispersi nei campi di concentramento. Tutti i Rom/Sinti sono stati perseguitati dal nazi-fascismo. Non esiste Rom che non abbia patito la persecuzione. Ma tutto è partito prima di arrivare a Birkenau, la fabbrica della morte del regime nazi-fascista. Hitler viene eletto democraticamente nel 1933 e già nel 1936, con le olimpiadi di Berlino, si aprono i primi campi di concentramento che poi diventano di sterminio e soppressione. I nazi-fascisti uccidevano gli zingari per “istinto al nomadismo”.Questo per quanto riguarda il Porrajmos, ma se ne discuterà approfonditamente quest’oggi.

Il convegno discute dei Rom e Sinti ed allora ecco alcune stime, perché non esiste un censimento approfondito: 150.000 presenze, il 70% sono italiani, la percentuale minima in Europa. Oltre il 50% sono bambini al di sotto dei 14 anni. E’ per questo che amo definire gli zingari “il popolo dei bambini”.

La natalità, la scolarizzazione, l’ambiente di vita sono paragonabili, secondo uno studio-ricerca del NAGA di Milano, alla Bolivia uno dei Paesi più sottosviluppati del mondo. Le prospettive di vita alla nascita di uno zingaro in Italia sono di 45 anni a fronte dei 70 di un italiano. Attualmente in Italia c’è l’emergenza rom rumeni ed i pochissimi interventi in questo settore vanno a scapito dei residenti. Con l’entrata della Romania nell’Unione Europea (gennaio 2007) i Rom diventano 10 milioni, la minoranza più numerosa dell’Europa. Le istituzioni non si sono mai prese carico di questa questione. A Milano stiamo facendo una campagna contro l’indifferenza.
lo sono di lingua 2 italiana. Di lingua 1 “romanès” e da qui inizia la mia difficoltà scolastica.

Ho frequentato le classi speciali “Iacio drom”. All’entrata della scuola ci dividevano in tre file: zingari, handicappati, normali. Queste classi speciali sono state in vigore fino al 1983. Quindi la scolarizzazione è relativamente recente. La scuola è sta¬ta la prima a venirci incontro ma non abbiamo raggiunto dei buoni risultati. Solo il 30% (13.000 ragazzi) è attualmente iscritto alla scuola elementare. Il mancato riconoscimento come minoranza linguistica del 1999, per opposizione della Lega Nord pur con il governo di centro-sinistra, ha perpetrato la mancanza di strumenti per favorire la nostra integrazione: scuola, lavoro, habitat.

Le istituzioni continuano a fare occultamento contro il nostro popolo quindi stiamo lanciando a Mlilano, Opera Nomadi con altre associazioni, una campagna contro l’indifferenza che è alla radice della nostra esclusione. La nostra è una presenza ultrasecolare, stiamo in Italia dal 1400, di cui non viene riconosciuta l’esistenza. In ambito accademico (universitario) si è cominciato a dare un apporto scientifico a questa esclusione. In Italia la normativa sull’edilizia abitativa è rigida, scatta addirittura il penale per le violazioni. Ogni abitazione deve avere allacciamenti, idrici, elettrici, di scarico. In questa epoca di allacciamenti, di “rete globale”, le istituzioni permettono “campi nomadi” senza allacciamenti e scarichi fognari, ma chi non si mette in rete viene considerato come non appartenente alla razza umana. In ambito accademico questo comportamento istituzionale viene definito “trattamento differenziale”. I campi nomadi sono l’area del disprezzo, situazioni in cui si creano situazioni di disagio e devianza per poi puntare il dito.

Sono italiano, ho fatto il militare e sono qui a rivendicare il mio essere zingaro. Ringrazio le istituzioni presenti a questo convegno e finisco con un invito. Occorre uscire dal discorso politico per entrare in quello civile. Chiamo la società civile a fare attenzione a questa questione, la questione zingara, perché è una risorsa per tutta l’umanità!

Rispondi