Krzysztof Penderecki: Threnody for the Victims of Hiroshima (1960)


Fungo atomico sprigionato dalla bomba caduta su Hiroshima.

Fungo atomico sprigionato dalla bomba caduta su Hiroshima.

 

Il mattino del 6 agosto 1945 alle 8:16, l’Aeronautica militare statunitense sganciò la bomba atomica “Little Boy” sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell’ordigno “Fat Man” su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100.000 a 200.000, quasi esclusivamente civili. E’ stato un genocidio. La guerra low cost come alcuni storici hanno definito a partire dalla grande guerra gli attacchi contro i civili. Minimo dispendio (risorse e uomini) di chi attacca e massimo danno a chi viene attaccato. Già ma i civili non hanno strumenti per difendersi. E’ un’aberrazione della ragione, la negazione dell’essere uomini e donne che condividono lo stesso destino: nascere, vivere, desiderare, sognare, creare, poche persone che usano la guerra per imporre il proprio dominio sugli uomini, sulle loro risorse. Non c’è nulla di (genuinamente) umano in tutto questo, non c’è nulla di cristiano.

Ogni guerra, ogni genocidio, ogni sterminio di massa, ogni campo di concentramento, ogni attacco «preventivo» a là Harry Truman rimane cieco nel perseguire il suo scopo, sordo ad ogni perché, impasta­to di ideologie che mascherano solo volontà di possesso, inutili predomini economici o politici, scoperte scientifiche pericolose, illusioni e incubi da conquistatori senza più mete…
(Tosolini Tiziano, Controstorie dal Giappone, Nagasaki, 6 agosto 2005, Asian Study Center, p.124)

 

La pace è memoria. Senza memoria non potrà esserci pace. Il 12 ottobre 1964 PendereckiExternal link scrisse:

“Lasciate che la trenodia esprima la mia ferma convinzione che il sacrificio di Hiroshima non sarà mai dimenticato e perso”.

Threnody for the Victims of Hiroshima, Trenodia External link, elegia, lamento per le vittime di Hiroshima è l’opera che il compositore scrisse per rendere memoria alle vittime di quell’inutile massacro. Un tributo che il grande musicista ha voluto dare a uomini, donne, bambini che hanno perso orrendamente le vita in quell’attacco e un monito alle generazioni perché siano in grado di custodire quel bene immenso che è la pace.


 

Esecuzione dell’opera di Penderecki con l’animazione delle note.External link

 


 

Approfondimenti

“Chi ci insegnerà la bellezza della pace?”, si chiedeva san Basilio il Grande: “L’artigiano stesso della pace, il Cristo. Egli ha … stabilito la pace con il sangue della sua croce tra le cose del cielo e della terra”. Diventare operatori di pace significa esercitarsi a vedere la bellezza della pace e viverla, per ritrovarne la forza di attrazione e dilatare la speranza di pace nel mondo.


 

Ringrazio Alessandro Lattanzi per avermi segnalato e fatto conoscere quest’opera


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