Rota Martir don Agostino, Nomadi di Dio


Andrea Mantegna (Isola di Carturo, 1431 – Mantova, 13 settembre 1506), Adorazione dei Magi. (fonte web)

Andrea Mantegna (Isola di Carturo, 1431 – Mantova, 13 settembre 1506), Adorazione dei Magi. (fonte web)

Il giorno dell’Epifania, leggiamo il capitolo 2 di Matteo in cui si racconta della venuta dei Magi dall’Oriente. Propongo questa riflessione sul testo evangelico dal titolo Nomadi di Dio. Don Agostino Rota Martir che da anni vive in un campo rom a Coltano in provincia di Pisa ci offre questa lettura del vangelo dalla “periferia”, da una delle tante periferie della nostra storia e delle nostre città. Uno sguardo “altro”, di chi ha fatto dei poveri del nostro tempo compagni di viaggio e nostri evangelizzatori. Papa Francesco così si esprime nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium External link:

desidero una Chiesa povera per i poveri. Essi hanno molto da insegnarci. Oltre a partecipare del sensus fidei, con le proprie sofferenze conoscono il Cristo sofferente. È necessario che tutti ci lasciamo evangelizzare da loro.

Credo sia questa la prospettiva che troviamo in questo testo.


 

Carissimi Santi Cercatori, non ne avrete a male se non vi chiamo Magi, parola che spesso vi circonda con un alone di leggenda infantile, da lungo tempo, forse fin dalle origini del vostro andare per il mondo, a cercare, a interrogare, a domandarsi. Non è forse questo il messaggio che ci annunciate per noi oggi, quanto mai valido e carico di novità: Gesù,
Figlio di Dio ignorato dai suoi, ma cercato dagli estranei, dai lontani, dai disprezzati. E voi probabilmente eravate tutto questo! Disprezzati perché stranieri, perché indovini, cercatori di cosa? Costretti a muovervi in continuazione, un po’ per professione e un po’ per opportunità.

Ma voi Lo avete adorato. Solo chi è in cammino saprà adorare la Luce del mondo, non chi vive fermo, cullato da verità che crede di avere in tasca e che vorrebbe imporre ad altri. Voi, stranieri, migranti e nomadi in continuo movimento… ci svelate il Mistero del Vangelo, senza di voi la nostra fede rischia di diventare un artiglio che ferisce e incapace di suscitare la Gioia. E’ anche per questo che vi considero più reali di una leggenda che alimenta menti infantili.

Ovunque, immagino siete stati visti con sospetto e diffidenza, anche per questo vostro incurante attraversamento di confini; d’altronde, un cercatore non è colui che osa spingersi sempre oltre, indifferente alle frontiere?
Raccoglitori di semi di verità senza tempo, sparpagliati ovunque nei solchi dei popoli. Solo voi mendicanti clandestini a seguire tragitti non segnati dalle mappe ufficiali, solo voi potevate raccogliere quei frammenti di luce di una stella, che appare e dispare lassù in cielo e custodirla pura nell’oceano del vostro cuore.

Voi siete gli “zingari” di Dio, in grado di sconvolgere i piani dei “controllori” e di raggirare la menzogna dei loro tranelli, e che nel tempo assumono volti diversi: sicurezza, controllo, sgomberi, regole, integrazione..il seme di Erode mai si è estinto del tutto e trova ancora oggi grembi pronti ad accoglierlo. Capace, ieri come oggi, di presentarsi con le buone intenzioni: “Ripristinare regole e legalità…per avviare progetti di inclusione più efficace“. Ma la stella non brilla su Gerusalemme, la città santa e di potere, appare solo quando le
voltate le spalle e osate cercare fuori, sempre oltre… Lo avete intuito anche voi: non si può essere cercatori di Luce e nello stesso tempo assecondare le trame dei grandi.

“Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono.”
Immagino il vostro smarrimento, misto a meraviglia: dopo tanto viaggiare, con tutte le difficoltà affrontate, con gli occhi quasi infiammati dallo scrutare di notte una semplice stella…ora come meta finale del vostro ricercare, trovarvi davanti ad una semplice casa, una normale mamma con il suo neonato. Una famigliola (non tanto in regola), al margine di villaggio, in un rifugio di fortuna, immagino la domanda che vi sarete fatti: “Può forse essere questa la meta del nostro viaggiare?”

Ci vuole Fede, riuscire a prostrarsi e adorare nel neonato quella stessa Luce che guidava i vostri passi, ed ora riconoscere finalmente che anche Dio stava rispecchiandosi negli occhi di un semplice bambino, bisognoso di tutto. Non è da tutti farcela a fare questo salto e a tenere dentro di voi, in silenzio questo immenso segreto: Dio si è fatto uomo e non si è rivelato attraverso i decreti dei potenti, ma nel sogno degli esclusi, ai semplici di ogni popolo e cultura, è un Dio che si fa clandestino sulle piste della speranza, incurante degli Erode di turno.

Grazie, voi in un certo senso avete anticipato la Pentecoste (Chiesa in uscita), siete stati i germi di una Chiesa aperta e sparpagliata nel mondo e che porterà i suoi frutti..nonostante le paure e le trame di chi vorrebbe una Chiesa forte e ripiegata su se stessa, magari con gli “Erode addomesticati” disposti a difenderla.

“Per un’altra strada fecero ritorno.”

Campo Rom di Coltano (PI)
5 Gennaio 2015

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