Saint-Saens Camille (1835-1921), Oratorio de Noël, Op.12


Composto nel 1858 in 11 giorni dal 4 al 15 dicembre, giusto in tempo per essere eseguito la Notte di Natale, è il primo dei quattro oratori di Camille Saint-Saëns che all’epoca della composizione era già da un anno primo organista alla Madaleine, la chiesa ufficiale della Francia del Secondo Impero. Dedicato alla Viscomtesse de Grandval, sua allieva e compositrice di opere religiose, l’oratorio, il cui titolo originario è Oratorio pro nocte nativitatis Christi è, dal punto di vista musicale un omaggio del giovane compositore appena ventitreenne a Bach, tanto più che si apre con un preludio strumentale che reca l’annotazione in calce Dans le style de Séb Bach, la cui musica costituì certamente la fonte d’ispirazione. Per il resto l’oratorio, i cui testi interamente in latino sono tratti dalle due Messe della festa del Natale, quella di mezzanotte e quella dell’aurora, risente, infatti, delle caratteristiche della musica francese dell’800 per la struttura omofonica del coro, per alcune sonorità romantiche e per i momenti di contemplazione.
Aperto dal timbro austero dell’organo, il Preludio si snoda seguendo il ritmo cullante di una dolcissima e contemplativa pastorale caratterizzata da un tema ripetuto che è esposto dagli archi. Nel secondo brano, Et pastores erant, il tenore e il soprano annunciano in una forma di arioso la nascita di Gesù, accompagnati soltanto dall’organo; gli archi intervengono soltanto per accompagnare il baritono che annuncia la moltitudine dei cori celesti che lodano Dio (Es subito facta est cun Angelo multitudo). Segue il Gloria che si distingue per una scrittura contrappuntistica già matura nonostante la giovane età del compositore. Estremamente raffinata dal punto di vista dell’orchestrazione con il violoncello solista che risponde all’organo è l’aria del mezzosoprano Expectans expectavi Dominum. Protagonisti della successiva aria Domine, ego credidi, sono il tenore e il coro che interviene in una scrittura omofonica alle parole Qui in hunc mundum venisti. Il successivo Benedictus è un duetto tra soprano e baritono, al quale non è estranea una scrittura quasi di carattere operistico su un insolito ma suggestivo accompagnamento sostenuto dall’arpa e dall’organo. Il coro, Quare fremuerunt gentes, il cui testo è costituito da uno dei salmi della Messa di mezzanotte, ha una struttura bipartita con una parte iniziale estremamente drammatica e piena di ansia, resa anche dall’agitata orchestrazione, che si conclude con un interrogativo Quare. Il brano è concluso da un Gloria di carattere omofonico, mentre il successivo Tecum principium è un raffinato terzetto per soprano tenore e baritono, accompagnato dall’organo e dall’arpa, dalla struttura tripartita A-B-A1 conclusa da una coda, la cui sezione centrale è di carattere omofonico. L’Alleluia è un dolcissimo quartetto aperto dal contralto che si segnala per una raffinata scrittura contrappuntistica e per una morbida cantabilità. Protagonista del Consurge, filia Sion è il tema del preludio che, esposto inizialmente dall’organo, è nel prosieguo del brano, un quintetto con coro e orchestra, ripreso dalle voci femminili. Tollite hostias è, infine, un coro di giubilo dalla struttura tripartita A-B-A1 con una sezione centrale di carattere contrappuntistico.

Fonte: Riccardo Viagrande

Movimenti

  1. Preludio nello stile di Bach
  2. Et Pastores erant; Gloria (Coro)
  3. Expectants expectavi Dominum (Soprano)
  4. Domine, ego credidi (Tenore, Coro)
  5. Benedictus qui venit (Soprano, Bass)
  6. Quare fremuerunt gentes (coro)
  7. Tecum principium (Soprano, Tenore, Basso)
  8. Alleluja (Soprano, Soprano, Alto, Bass)
  9. Consurge, Filia Sion (Soprano, Soprano, Alto, Bass, Coro)
  10.  Tollite hostias (Coro)

 

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