Edith Bruck


Che senso ha la Giornata della Memoria per Edith Bruck? La scrittrice, con il suo libro in parte autobiografico “Quanta stella c’è nel cielo External link“, ha ispirato il film di Roberto Faenza Anita B., sul dopo-Shoah. Nello speciale di RPrima dedicato ad Anita B., parla Edith Bruck, 82 anni [2014], conduce Laura Pertici.

Molti credono che tutti i lager furono aperti il 27 gennaio 1945.
Non è così, l’Armata Rossa in quel giorno liberò Auschwitz. Ma non finì l’orrore.


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Biografia

Edith Bruck, di origine ungherese, è nata in una povera, numerosa famiglia ebrea. Nel 1944, poco più che bambina, il suo primo viaggio la porta nel ghetto del capoluogo e di lì ad Auschwitz, Dachau, Bergen-Belsen… Sopravvissuta alla deportazione, dopo anni di pellegrinaggio approda definitivamente in Italia, adottandone la lingua.

Nel 1959 esce il suo primo libro Chi ti ama così, un’autobiografia che ha per tappe l’infanzia in riva al Tibisco e la Germania dei Lager. Nel 1962 pubblica il volume di racconti Andremo in città, da cui il marito Nelo Risi  External link trae l’omonimo film.
È autrice di poesia e di romanzi come Le sacre nozze (1969), Nuda proprietà (1993), Lettera da Francoforte (2004) e ancora Privato (2010), La donna dal cappotto verde (2012) e Il sogno rapito (2014). Nelle sue opere il più delle volte ha reso testimonianza dell’evento nero del XX secolo. Nella lunga carriera ha ricevuto diversi premi letterari ed è stata tradotta in più lingue. Tra gli altri, è traduttrice di Attila József e Miklós Radnóti.


 

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