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Bekas – In viaggio per la felicità

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Un film di Karzan Kader

Se c’è una parola che dobbiamo ripetere fino a stancarci è questa: dialogo. Siamo invitati a promuovere una cultura del dialogo cercando con ogni mezzo di aprire istanze affinché questo sia possibile e ci permetta di ricostruire il tessuto sociale. La cultura del dialogo implica un autentico apprendistato, un’ascesi che ci aiuti a riconoscere l’altro come un interlocutore valido; che ci permetta di guardare lo straniero, il migrante, l’appartenente a un’altra cultura come un soggetto da ascoltare, considerato e apprezzato.
Discorso di Papa Francesco per il conferimento del premio Carlo magno, Sala Regia, venerdì, 6 maggio 2016

Un road movie un po’ particolare quello che vede protagonisti Zana e Dana, due ‘bekas’ due fratelli orfani, soli al mondo. Dopo aver visto il film Superman vogliono realizzare un desiderio: andare in America e incontrarlo. Il film narra con gli occhi ingenui e sognanti dei due fratelli il dramma di un popolo, quello kurdo, e di un paese, il Kurdistan, dal quale molte persone decidono di fuggire in cerca di un futuro migliore. Stessa sorte che ha vissuto in prima persona il regista Karzan Kader il quale traspone nel film parte della sua esperienza personale. Vivono per questo sogno e forse l’America la troveranno non oltre oceano ma nel rapporto tra di loro, che non hanno più nessuno, nemmeno Baba Shalid l’anziano che dava loro gli strumenti per lustrare le scarpe e soprattutto tenerezza e premura. Un legame fraterno che si consolida sempre più, un rapporto fatto di complicità, di affetto, di protezione, di unione, mai date per scontate ma sempre riscoperte. Superman, l’eroe, assume i contorni più realistici di questi bambini che hanno il coraggio di affrontare quanto la vita gli offre senza arrendersi mai trovando la forza la speranza di continuare. Un film che riesce a coniugare la drammaticità degli eventi, pensiamo ad esempio alla scena della mina, alla fuga con il camion  con un linguaggio quasi da favola che nulla toglie a quanto descritto. È una modalità che rende più tollerabile e comprensibile ad un pubblico giovane come quello delle nostre classi quanto il film con realismo ci propone.

Cast tecnico

Genere: drammatico
Regia: Karzan Kader
Titolo Originale: Bekas
Distribuzione: Minerva Pictures
Produzione: Sandra Harms
Data di uscita al cinema: 19 marzo 2015
Durata: 92’
Sceneggiatura: Karzan Kader
Direttore della Fotografia: Johan Holmqvist
Montaggio: Sebastian Ringler, Michal Leszczylowsky
Scenografia: Faten Kheymegahi, Linnea Pettersson
Attori: Zamand Taha, Sarwal Fazil, Diya Mariwan

Domande per la discussione e la riflessione:

  • Il film, un road movie un po’ particolare, è ambientato in Kurdistan. Cerca informazioni riguardanti questa zona geografica e i problemi che si trova ad affrontare.
  • Come hai reagito di fronte al finale del film? Trovare un finale aperto che emozioni e sensazioni ha suscitato in te? Perché?
  • Quali sono i temi principali che il film affronta?
  • Quali aspetti della religione islamica ci ha presentato il film?
  • Prova a descrivere la città nella quale vivono i due fratelli: Zana di sei anni e Dana di dieci.
  • Che rapporto hanno i due bambini con Baba Shalid? Chi rappresenta per loro?
  • Il signore dal quale comprano “Michael Jackson” li raccomanda di non picchiare il suo asino. Che rapporto hanno in genere gli adulti del film con i bambini?
  • I due fratelli hanno preso la decisione di andare in America. Perché? L’hannohttps://bit.ly/2P0gDwV raggiunta?
  • Cosa ha dato loro questo viaggio? Li ha fatti crescere? Li ha arricchiti? Impoveriti?
  • Quali sono le richieste che vogliono fare al personaggio che vogliono incontrare una volta giunti in America?
  • Proviamo a pensare e a narrare cosa hanno vissuto e dovuto affrontare lungo tutta la storia presentataci dal film i due fratelli, Zana e Dana. Come segnerà, secondo voi, la loro vita?
  • Guardando il film hai mai pensato che Zana e Dana potrebbero essere due bambini tra i tanti che cercano di arrivare in Europa?
  • La storia, letta con gli occhi di Zana e Dana sembra quasi una favola. In realtà i due bambini devono affrontare situazioni molto dure e dolorose. Prova a raccontarle. Quale di queste ti ha colpito/a maggiormente? Perché?
  • Alla fine del film Dana si definisce un eroe. In cosa consiste la “forza” che lo rende un vero eroe agli occhi del fratello? Cosa si aspetta Zana da lui? Cosa desidera più di ogni altra cosa?
  • Esprimi un parere sul film spiegando ad un amico/a per quali motivi dovrebbe vederlo oppure no.

Attività interdisciplinare

  • Con l’insegnante di Geografia ricerca informazioni sul Kurdistan per capire meglio l’ambientazione del film e il contesto socio-politico.
  • Con l’insegnante di Cittadinanza e Costituzione leggi e analizza la Dichiarazione universale dei diritti del fanciullo, approvata il 20 novembre 1959 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e revisionata nel 1989.

Approfondimenti

Intervista al regista Karzan Kader 

di Eloy Domínguez Serén per Cineuropa, 14 novembre 2012

“Da bambino, sognavo che Rambo ci aiutasse a combattere Saddam”

Il cineasta kurdo-svedese Karzan Kader evoca nel commovente Bekas – In viaggio per la felicità la fuga della sua famiglia dal Kurdistan iracheno nel 1991, durante l’offensiva delle truppe di Saddam Hussein

Cineuropa: Possiamo immaginare quanto drammatico sia stato abbandonare il Kurdistan durante la guerra. Eppure, ha deciso di narrare la sua esperienza attraverso la commedia. E’ una scelta audace e anche piuttosto rischiosa. 

Karzan Kader: Credo di aver avuto sempre due voci. Una è forte, drammatica e profonda, l’altra cerca di superare le avversità con l’umorismo. Cerco sempre di trovare il punto di equilibrio tra i due. Quando ero piccolo, anche il tragitto da casa a scuola poteva essere pericoloso. Eravamo spaventati dai soldati. Eppure, amo la sensazione che si produce nel preciso istante in cui il pericolo e la paura scompaiono. E’ un momento di libertà. Amare questi momenti di libertà, e credere in essi, è ciò che mi ha fatto diventare la persona che sono oggi.

Quando lei e la sua famiglia avete lasciato il Kurdistan iracheno, lei era il fratello minore. Si identifica col fratello minore del suo film, con Zana? 

Sì, è così. Io ero ingenuo come lui (ride). Nel film, Zana vede Superman e crede che sia una persona reale. Anch’io vidi Rambo e credevo che fosse reale. E’ successo durante la guerra e la prima cosa che pensai fu: “Quest’uomo combatte da solo contro un esercito. Ne abbiamo bisogno qui, abbiamo bisogno che ci aiuti. Perché non viene Rambo a rovesciare Saddam?”. Volevo mostrargli la sofferenza del mio popolo perché venisse ad aiutarci.

Ora che è tornato nella sua città natale per girare il film, che situazione vi ha trovato rispetto a quella che ha vissuto durante l’infanzia?

La situazione è molto migliore oggi. Si respira la libertà. Il popolo curdo ha un proprio governo, e la cosa più sorprendente è che l’attuale presidente dell’Iraq è curdo, una cosa inconcepibile quando ero piccolo. La popolazione curda era stata sempre denigrata, e all’improvviso uno dei nostri diventa presidente del paese. E’ incredibile vedere come con il tempo possano cambiare le cose. Sono rimasto sorpreso nel vedere le grandi migliorie che sono state fatte per l’acqua potabile e l’elettricità… Le cose stanno andando nella giusta direzione.

Credo non esista una traduzione precisa della parola bekas. Può spiegarci il suo significato esatto? 

Bekas è una parola molto rispettata in curdo. All’epoca, essere un bekas significava aver perso tutti i membri della propria famiglia in guerra, essere completamente solo al mondo, senza legami di sangue. È terribile, e la guerra ha prodotto molti bekas.

La critica svedese paragona il suo film a The Millionaire. Che cosa pensa di questo accostamento? 

I paragoni sono inevitabili e per me va bene. Nel caso di The Millionaire, è un onore per me, giacché è uno dei miei film preferiti. Danny Boyle è arrivato a molti cuori con questa storia, io spero di fare lo stesso con la mia.

Fonte: http://bit.ly/1Wvbx82  

Trailer ufficiale

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