Tra linee, proporzioni e figure apparentemente semplici si nasconde un linguaggio antico e universale, capace di trasformare la geometria in simbolo e l’architettura in teologia visibile. In questo affascinante percorso, il quadrato e il cerchio non sono soltanto forme, ma diventano espressione di due dimensioni fondamentali dell’esistenza: la terra e il cielo, il limite umano e la perfezione divina. Dall’equilibrio pitagorico alla spiritualità cristiana, soprattutto nell’arte romanica, queste figure si intrecciano per raccontare il mistero dell’incontro tra uomo e Dio, trovando nella chiesa il luogo privilegiato in cui il terreno si apre al celeste. Così, ogni spazio sacro si rivela non solo costruzione materiale, ma riflesso di un ordine superiore, dove l’Incarnazione e l’Eucaristia diventano il compimento visibile della Salvezza.
Bibliografia
- Romanico? E’ il cerchio sul quadrato, Before Chartres, appunti sull’arte romanica e sul tempo romanico.
- Angelico Surchamp osb, Simbolismo e arte romanica, Tratto da Teologia e mistica in dialogo con le scienze umane (a cura di M.G. Muzj), Primo Convegno Internazionale “Charles André Bernard” (Atti), San Paolo, Cinisello Balsamo 2008, 152-162.
- G.C.Argan, Storia dell’arte italiana, ed Sansoni, 1977.