Essere giusti.

Si tratta di un percorso didattico pensato per i miei alunni della scuola secondaria di primo grado ma credo che possa benissimo essere ripreso e ovviamente adattato nelle riflessioni, per il grado superiore.

Obiettivo è quello di far riflettere sul tema della giustizia come qualcosa di concreto che ci riguarda da vicino.

Essere giusti è quello che insegna il papà del racconto dello scrittore brasiliano Paulo Coelho External link al figlio.

Essere giusti è un filo rosso che percorre i libri della Bibbia External link.

Essere giusti è ciò che si prefigge il commercio equo e solidale nei rapporti con i produttori e con i consumatori.

 


 

“Lei sta all’orizzonte.
Mi avvicino due passi,
lei si allontana due passi.
Cammino dieci passi
e l’orizzonte si allontana
dieci passi più in là.
Per molto che io cammini,
mai la raggiungerò.
A che serve l ‘Utopia?
A questo serve: a camminare!”
(E.Galeano)

Video

Il percorso prevede la conoscenza del commercio equo, delle sue caratteristiche fondamentali, dei suoi presupposti. Si tratta di un’esperienza concreta di giustizia.

Di seguito alcune proposte di video per aiutare a comprendere la storia di un prodotto e la logica che guida tale prodotto fino agli scaffali di una bottega del mondo: “pagalo il giusto prezzo” direbbe il papà del racconto di Paulo Coelho.



bottega_del_mondo

Visita alla bottega

Parte irrinunciabile e qualificante il percorso è l’incontro con i volontari della bottega del mondo per ascoltare le storie dei prodotti e dei produttori, per toccare con mano (o magari degustare!) tutti i discorsi fatti in classe.


Approfondimenti (work in progress)

LETTERA ENCICLICA CARITAS IN VERITATE

66. La interconnessione mondiale ha fatto emergere un nuovo potere politico, quello dei consumatori e delle loro associazioni. Si tratta di un fenomeno da approfondire, che contiene elementi positivi da incentivare e anche eccessi da evitare. È bene che le persone si rendano conto che acquistare è sempre un atto morale, oltre che economico. C’è dunque una precisa responsabilità sociale del consumatore, che si accompagna alla responsabilità sociale dell’impresa. I consumatori vanno continuamente educati [Cfr Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 36: l.c., 838-840.] al ruolo che quotidianamente esercitano e che essi possono svolgere nel rispetto dei principi morali, senza sminuire la razionalità economica intrinseca all’atto dell’acquistare. Anche nel campo degli acquisti, proprio in momenti come quelli che si stanno sperimentando, in cui il potere di acquisto potrà ridursi e si dovrà consumare con maggior sobrietà, è necessario percorrere altre strade, come per esempio forme di cooperazione all’acquisto, quali le cooperative di consumo, attive a partire dall’Ottocento anche grazie all’iniziativa dei cattolici. È utile inoltre favorire forme nuove di commercializzazione di prodotti provenienti da aree depresse del pianeta per garantire una retribuzione decente ai produttori, a condizione che si tratti veramente di un mercato trasparente, che i produttori non ricevano solo maggiori margini di guadagno, ma anche maggiore formazione, professionalità e tecnologia, e infine che non s’associno a simili esperienze di economia per lo sviluppo visioni ideologiche di parte. Un più incisivo ruolo dei consumatori, quando non vengano manipolati essi stessi da associazioni non veramente rappresentative, è auspicabile come fattore di democrazia economica.

Testo completo dell’enciclica