NESSUN
UOMO E' UN'ISOLA (Thomas
Merton)
"Il
senso di solitudine provoca l'ansia; anzi è l'origine di ogni
ansia. Essere soli significa essere indifesi, incapaci di penetrare
attivamente nel mondo che ci circonda; significa che il mondo può
accerchiarci senza che abbiamo la possibilità di reagire"
E. FROMM, L'arte di amare, ed. Mondadori, Milano, p.22
LA
STORIA DEL PINGUINO SOLO SOLO
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Da
solo sull’iceberg
Per la novecentosessantatremiladuesima volta il pinguino fece il giro
completo dei suo iceberg. Un po' sudato per la corsa, si specchiò
in una lastra levigata di ghiaccio e soddisfatto si disse:
“Non c'è dubbio: sono la creatura più bella dell'Universo”.
Gli venne fame e si tuffò nell'acqua di un bel blu scuro appena
increspata da una leggera brezza. Mangiò qualche pesciolino,
poi tornò sull'iceberg. Sbadigliò e sospirò.
Un'altra giornata. Uguale a tutte le altre. Tornò a sbadigliare
rumorosamente e senza neppure mettersi la mano davanti alla bocca.
Tanto sull'iceberg c'era solo lui e faceva quello che gli pareva.
Poteva arrampicarsi sulla punta più alta della montagna di
ghiaccio e lasciarsi Scivolare fin nell'acqua. Ma non gli piaceva
più come una volta. Si stese supino e cominciò a contare
le nuvole. Era un altro dei suoi passatempi. Le nuvole erano anche
le uniche creature a cui rivolgesse la parola.
Non che gli avessero mai risposto, naturalmente.
“Che vita noiosa, fate. Sempre in giro, di qua e di là, dove
vi trascina il vento. Guardate me. Sono ancora così giovane
eppure sono già padrone di un iceberg: è tutto mio.
Conoscete un altro pinguino con un iceberg tutto suo?”
Le nuvole correvano, correvano. D'altra parte un pinguino su un iceberg
è poco più di un puntino nero. Il pinguino chiuse gli
occhi.
“Sono il più bello, il più forte, il più coraggioso
pinguino del mondo... Ma perché sono così triste?”
Grossi lacrimoni gli scorrevano sul becco. Scommetto che voi riuscite
a capire il perché. Ma il pinguino non lo sapeva. Prese a singhiozzare
così forte che un branco di globicefali che passava da quelle
parti si spaventò tantissimo.
L’incontro
con Fortala
Ma
ecco che un giorno, fra le nuvole, il pinguino intravvide un puntolino
nero. Piano, piano s'ingrandiva. Quindi si stava avvicinando. Il pinguino
aguzzò gli occhi. Era un gabbiano e volava sempre più
basso.
Nessun gabbiano si era mai posato sul suo gelido iceberg e il pinguino
era tutto eccitato dalla novità. Ma chiuse gli occhi per non
darlo a vedere. Non voleva che il gabbiano si facesse chissà
quali illusioni.
Il gabbiano si posò sul ghiaccio e poi cautamente si avvicinò
al pinguino. Il pinguino sollevò la testa.
“Ah!”, disse il gabbiano, “pensavo che fossi morto! Anche ieri eri
lì sdraiato”.
Sì, e anche l'altro ieri, pensò il pinguino, e il giorno
avanti e quello avanti ancora...
Ma era terribilmente contento che finalmente ci fosse qualcuno!
“Buongiorno”, finì col dire.
“Io mi chiamo Fortala” , aggiunse il gabbiano. “E tu, come ti chiami?”.
Il pinguino non lo sapeva. Non aveva mai avuto bisogno di un nome
sull'iceberg.
“Non ho un nome”, disse.
“Che stupidaggine!”, borbottò il gabbiano.
“Tutti hanno un nome. Date le circostanze, ti chiamerò Solosolo”
.
“Trovo che sia un nome magnifico”, disse il pinguino. Ma il nome risvegliò
la sua interna tristezza.
Il gabbiano si mise a fargli un sacco di domande: cosa faceva lì,
perché viveva da solo, come era il pesce da quelle parti. Il
pinguino rispose a tutto, ma aveva poco da dire.
Dovette ammettere che si annoiava, soprattutto.
“Ma perché non te ne vai verso la terra ferma? A neanche a
mezz'ora di volo da qui. E là ci troveresti un mucchio di altri
pinguini.”
Altri pinguini! Solosolo raddrizzò la testa. Doveva andare
là. Mezz'ora di volo: a quanto tempo di nuoto potrebbe corrispondere?
Ma che importa? Se si stancava, poteva mettersi a galleggiare. E anche
se il viaggio fosse durato giorni o settimane, lui doveva andare,
vi doveva arrivare.
Si fece indicare la direzione giusta e si tuffò.
Ma Fortala gli raccomandò : “Sii prudente, Solo-solo. Tu non
conosci il mare: è pieno di pericoli! E poi, il viaggio potrebbe
essere lungo e faticoso: dovrai avere molto coraggio!”.
“Non preoccuparti, Fortala” rispose Solo-solo “ E grazie di tutto!
Non vedo l’ora di raggiungere i miei amici pinguini! Arrivederci,
Fortala!”
“Arrivederci, Solo-solo!” rispose preoccupato Fortala, osservando
il pinguino che si allontanava a nuoto.
Nella
terra dei pinguini bianchi
Solo-solo
nuotò per circa mezz’ora di seguito, senza fermarsi mai; poi,
all’improvviso, vide un lembo di terra e pensò di essere finalmente
arrivato nel paese dei pinguini amici. Purtroppo, però, quella
era l’isola dove vivevano i pinguini tutti bianchi che, appena videro
Solo-solo, lo circondarono ostili. “Ehi! Chi sei, tu, con quella pelle
di colore nero?”
Solo-solo osservò il suo corpo: sapeva di essere nero con il
petto bianco, ma il colore della pelle, per lui, non era mai stato
un problema! E poi, i pinguini bianchi erano sì di colore diverso
ma gli somigliavano così tanto!
“Sicuramente sarai un animale molto malvagio, nero come sei!” incalzarono
i bianchi pinguini minacciosamente.
Solo-solo cominciò ad avere paura e implorò: “No, pinguini
bianchi, vi sbagliate! Io sono il pinguino Solo-solo e desidero essere
vostro amico. Vi prego, credetemi!”
Ma i pinguini bianchi, sordi alle preghiere, afferrarono il povero
Solo-solo e lo scaraventarono in acqua.
Le onde stavano per inghiottirlo quando, Solosolo, riuscì a
tornare a galla e nuotò, nuotò, nuotò, fino alle
stremo delle sue forze…..
Nella
terra dei pinguini amici
“È
sfinito” , disse una voce... “È arrivato da poco”, disse qualche
altro. “Chissà da dove viene, poverino”, aggiunse una vocina.
“È un pinguino molto grazioso”, disse un'altra. E una tenera
carezza gli sfiorò il becco.
Solosolo era troppo stanco per raddrizzarsi. Il viaggio era durato
giorni e giorni. Aveva incontrato tre terribili tempeste. Aprì
gli occhi e vide la più graziosa pinguina che potesse immaginare.
“È vivo”!, dissero insieme i pinguini. “Portiamogli qualcosa
da mangiare”. Sotto il becco di Solosolo, in un momento, si ammucchiarono
pesci e pesciolini. Mangiò di vero gusto, circondato dai suoi
nuovi amici. Si sentiva invaso da una immensa felicità.
E voi volete sapere dove si trova adesso?
Abita su una spiaggia piena di pinguini di tutti i colori. E non si
chiama più Solosolo, , ma ….anzi ho deciso di non rivelarvi
il suo nome perché… sono sicura che voi lo indovinerete di
certo!!!!!
Liberamente tratto da BRUNO FERRERO, Tutte storie, Editrice ELLE DI
CI, Torino, 1990.

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LA
STORIA DEL PINGUINO SOLO-SOLO ILLUSTRATA
Le immagini della Gallery sono frutto esclusivo della sensibilità artistica, impegno, dedizione e bravura dei miei alunni/e
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TuxRacer
- Gioca con il pinguino Solo-Solo
Si
tratta di TuxRacer un gioco 3D che ha il pinguino di Linux (il suo
nome originale è TUX) come protagonista. È un software
gratuito, ben fatto e liberamente scaricabile. Esistono versioni per
molti sistemi operativi: Windows, Linuz, MacOS ecc. Assolutamente
da provare!
Sito
ufficiale
http://tuxracer.sourceforge.net/index.html
Download
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XPenguins
Solo solo e tanti
altri pinguini a tenerti compagnia sul tuo schermo



Sito ufficiale - Download
http://xpenguins.seul.org/
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SoloSolo ha imparato a scrivere...
'Solo solo' scrive ciò che vuoi, provare per credere!
Sito ufficiale
http://www.star28.com/snow/
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