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L'ipertesto: "Ebrei a Cremona nel
'500"
I
documenti: "La
Chiesa e gli Ebrei"
Unità
didattica sull'antisemitismo
27
gennaio Giornata della memoria
Test:
- parte
storica: il medioevo - rinascimento
- parte
storica: il novecento
- rapporto
chiesa cattolica ebrei
Filmografia
Link
consigliati
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FILMOGRAFIA
sull'antisemitismo e sulla shoah
Quella
che trovi in questa pagina è la proposta di alcuni film sull'argomento,
non certo esaustiva ma indicativa.
E'
vivamente consigliato a maestre e maestri, professoresse e
professori di vedere i film prima di proporli alle classi.
Segnalo un articolo
apparso martedì 29 gennaio 2008 sul Riforista dal titolo Pornonazi.
Nelle discariche della sexploitation del cinema italiano di Guido
VItiello su un filone italiano che univa erotismo-nazismo-sadismo.
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Alan & Naomi
(Sterling VanWagenen, Stati Uniti d'America, 1991, 95')
Naomi è un'ebrea francese, muta in seguito alla morte del padre,
giustiziato dai tedeschi. Giunta a New York dopo la fine del conflitto,
trova in Alan, pure lui ebreo, l'aiuto per uscire dal trauma e per
superare l'handicap. Quando finalmente l'amicizia tra i due sta per
ottenere tale risultato, Naomi subisce un nuovo shock, causato da
un'aggressione antisemita in cui è coinvolto Alan. Film sul difficile
reinserimento degli Ebrei vittime della persecuzione nazista, ma anche
sull'antisemitismo come fenomeno tutt'altro che limitato a quel solo
contesto.
Dal romanzo di Myron Levoy.
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Anche i
boia muoiono
(Fritz Lang, Stati Uniti d'America, 1943, 131')
Nel 1942 a Praga l'uccisione del Reichsprotektor Hans Heydrich scatena
una pesante repressione nazista. L'attentatore si è nascosto in città,
ma, per evitare rappresaglie sulla popolazione civile, la Resistenza
consegna agli occupanti un collaborazionista, procurando false prove
della sua colpevolezza. Alla sceneggiatura, con John Wexley, collaborò
Bertolt Brecht che, però, per dissensi col regista, ritirò la firma.
Tutto concentrato sui fatti, sostenuto da un ritmo teso e da una
fotografia chiaroscurata di James Wong Howe, è un film di propaganda da
giudicare nel suo contesto storico che tuttavia rivela la maestria di
Lang. Le musiche di Hans Eisler furono candidate all'Oscar.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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Arrivederci ragazzi
(L.Malle, Francia, 1987, Durata: 103')
Tre ragazzini ebrei, clandestinamente ospitati in un collegio
cattolico, sono prelevati, in seguito a una spiata, dagli sgherri della
Gestapo col direttore del collegio. Leone d'oro a Venezia '87. Nella
carriera di Malle è, dopo Il soffio al cuore, il 2 film esplicitamente
autobiografico, il più vicino a Truffaut e non soltanto per l'argomento.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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Assisi underground
Alexander Ramati, Stati Uniti d'America, 1984, 116')
Siamo ad Assisi nel 1943; il vescovo cerca di agire in favore di ebrei
e profughi. Padre Rufino lavora per gli sbandati, che aumentano ogni
giorno. Quando alcuni di loro vengono catturati, anche Rufino finisce
tra le mani dei tedeschi. La finta fucilazione non lo piega. Due degli
arrestati, con uno stratagemma, riescono a fare dichiarare Assisi
"città aperta"; nel frattempo gli alleati avanzano...
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Barriera invisibile
(Elia Kazan, Stati Uniti d'America, 1947, 118')
Un giornalista mette in giro la voce che è ebreo per capire le reazioni
delle persone che lo circondano.
E il primo film hollywoodiano sull'antisemitismo. Da un romanzo di
Laura Z. Hobson, sceneggiato da Moss Hart. 3 Oscar: film, regia e
Celeste Holm, attrice non protagonista.
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Binario 21
Il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano una
umanità dolente, composta di cittadini italiani di religione ebraica di
ogni età e condizione sociale, veniva caricata tra urla, percosse e
latrati di cani su vagoni bestiame.
All’alba di una livida domenica invernale più di 600 persone avevano
attraversato la città svuotata partendo dal carcere di San Vittore su
camion telati e avevano raggiunto i sotterranei della Stazione Centrale
con accesso da via Ferrante Aporti.
Tutti loro, braccati, incarcerati, detenuti per la sola colpa di esser
nati ebrei partivano per ignota destinazione. Fu un viaggio di 7 giorni
passati tra sofferenza e ansia.
Sito ufficiale: http://www.binario21.org/
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Bonhoeffer
Germania, 1939. Il pastore
Dietrich Bonhoeffer si è opposto al regime nazista, rifiutando di
prestare giuramento a Hitler. Per questo gli viene proibito di
insegnare, di parlare in pubblico e di pubblicare i suoi scritti. Hans
von Dohnanyi, suo amico e cognato, lo incoraggia ad entrare
nell'Abwehr, il servizio segreto tedesco. In realtà la Resistenza
clandestina si serve di questa copertura per aiutare gli ebrei a
fuggire e per tentare di rovesciare il regime nazista.
Il 5 aprile 1943 il pastore è arrestato e condotto nel carcere di
Tiegel. Per due anni è sottoposto ad interrogatori, mentre sostiene ed
incoraggia i compagni di prigionia. Gli danno forza la preghiera e
l'amore di Maria, sua giovanissima fidanzata.
Nel 1945 è condotto nel campo di prigionia di Flossenbürg e impiccato.
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Cabaret
(Bob Fosse, Nazione: Stati Uniti d'America, 1972, 128')
ispirato a un romanzo di Cristopher Isherwood, Bob Fosse confeziona un
film di grandissimo successo che suggella il divismo di Liza Minelli.
Il film, percorso da toni e atmosfere espressionistiche, è ambientato
nella Berlino degli ultimi anni della Repubblica di Weimar con il
nazismo già in fase di irresistibile ascesa.Nella Berlino del 193.
Un'attricetta americana e un intellettuale britannico si amano alla
follia. Incinta, lei abortisce per non bruciarsi la carriera. Sullo
sfondo le prime svastiche naziste.
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Cognome e nome: Lacombe Lucien
(Louis Malle, Francia, 1974, 135')
Lucien Lacombe, ragazzo diciassettenne di campagna, reduce al villaggio
natio, trova nella fattoria una situazione assai triste e si rivolge al
maestro per entrare nella Resistenza. Non accettato, mentre torna alla
cittadina ove lavora presso un ospizio, ha un incidente e finisce
nell'albergo ove soggiornano il comando della Gestapo e diversi
collaborazionisti. Accolto con affetto dal corridore ciclista Aubert,
che è a sua volta di Souleillac, dopo aver abbondantemente bevuto,
denuncia il maestro che viene arrestato e torturato. Immesso nella
polizia, Lucien prende parte alle azioni repressive pressoché
incosciente. Presentato da Jean-Bernard de Voisins al sarto parigino
Albert Horn, un ebreo che vive alla macchia sotto la ricattatoria
protezione del nobile poliziotto, fa la conoscenza di France e se ne
innamora. Horn, schiacciato dagli avvenimenti e perplesso per l'amore
di Lucien verso sua figlia, si presenta alla Gestapo e viene deportato.
Il ragazzo, dopo aver ucciso il nazista che si presenta per arrestare
France e sua nonna, fugge con i due verso la Spagna. Sui Pirenei verrà
preso, arrestato e fucilato.
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Dall'Altro
Lato Della Strada
Crossing Delancey
( Joan Micklin Silver, Stati Uniti d'America, 1988, 97')
Isabelle giovane ragazza ebrea emancipata di New York deve scegliere
l'uomo giusto fra due possibili compagni della vita: un commerciante di
sottaceti e uno scrittore di libri rosa.
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Diario di un italiano
(Sergio Capogna, Italia, 1973, 95')
Dalla novella "Vanda" di Vasco Pratolini. Firenze 1938: Valerio,
giovane tipografo, si innamora di Vanda, figlia di un ebreo
perseguitato dalle leggi razziali. La donna, che non ha mai rivelato al
ragazzo il segreto di suo padre, scompare. Scoppia la guerra,
l'israelita viene arrestato sotto gli occhi del tipografo e il cadavere
di Vanda viene ripescato dall'Arno. Il film trasfigura in eleganze
calligrafiche i temi cari a Pratolini: Firenze, il populismo, la
speranza nei cambiamenti storici, la giovinezza. Il cantante Donatello
se la cava nei panni di Valerio; Alida Valli maschera bene un'età un
po' avanzata per il ruolo di Vanda.
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Europa Europa
(Agnieszka Holland,1991, Francia/Germania, 115')
Dal libro Memorie di Salomon Perel. La storia (vera) di Salomon Perel,
un ragazzo ebreo tedesco che per sfuggire alle persecuzioni naziste
prima ripara in un istituto del Komsomol (la gioventù comunista) nella
Polonia occupata dall'Armata Rossa e poi, all'arrivo della Wehrmacht,
fingendosi ariano, entra in un'accademia militare della Hitlerjugend:
il tutto raccontato facendo leva sull'elemento surreale e grottesco,
sulla beffa, sul tragicomico.
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Gigolò
(David Hemmings, RTF, 1979, 105')
Paul von Pryzdgoski (David Bowie) è un giovane aristocratico di origine
prussiana che cerca gloria al fronte, alla fine della Prima Guerra
Mondiale, proprio quando la Germania proclama la resa. Tornato in una
Berlino sconvolta dalla spaventosa crisi del primo dopoguerrra, finirà
col vendere se stesso. Suo malgrado diverrà un simbolo del nascente
movimento nazionalsocialista.
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Giulia
(Fred Zinnemann, Stati Uniti d'America, 1977, 118')
Uscita da una ricca famiglia di New York, americana di sinistra studia
a Vienna con Freud, si batte contro il nazismo, milita nella
Resistenza. La sua amica Lillian l'aiuta in una pericolosa missione.
Ritratto a tutto tondo di un'amicizia femminile sulla scia di un
racconto autobiografico (1973) di Lillian Hellman. Un cocktail di
spettacolo e impegno politico, sincerità e accademismo.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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Il convoglio, , André Bossuroy, 60 min, 2009
Alexandra e Florian, studenti del progetto Erasmus, intraprendono un road-movie attraverso le strade d'Europa alla ricerca delle discriminazioni che imperversano nella nostra società . Si isirano alla lettura del Diario che una giovane donna ebrea di 27 anni, Etty Hillesum, ha scritto ad Amsterdam tra il 1941 ed il 1943. Etty testimonia una fede indefettibile nell'uomo mentre questi compie i suoi più neri malefatti: "So già tutto", ella scrive, "E tuttavia, considero questa vita bella e ricca di senso. Sempre ". Attraverso il dialogo con le persone che incontrano sulla loro strada ad Amsterdam, Bruxelles, Colonia, Berlino ed Auschwitz, i giovani reporters prendono coscienza dei meccanismi che hanno agito in passato ed ai quali occorre prestare attenzione per non cedere alla paura ed all'odio. Ogni testimonanza sembra dirci: " Al giorno d'oggi, quale strada percorre la vita? "
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Il diario di Anna Frank
(George Stevens, Stati Uniti d'America, 1959, 170')
Dal dramma di Frances Goodrich e Albert Hackett, basato sul Diario
(1946) di Anna Frank: nel 1942 una famiglia di ebrei olandesi si
nasconde in alcune stanze mimetizzate di una casa di Amsterdam. Due
anni dopo sono scoperti e deportati in un campo di sterminio. Solenne e
greve adattamento di calibratissima ingegneria narrativa che raramente
si fa poesia e non si sottrae a una sorta di nobilissimo tedio. La
18enne Perkins non poteva coincidere con la 13enne Anna Frank della
realtà: l'episodio della sua amicizia con Peter Van Daan è amplificato
al di là dell'onesto. Ammirevoli, invece, gli altri interpreti. 6
nomination e 3 Oscar per S. Winters, la fotografia in Scope di W.C.
Mellor, le scenografie di Lyle R. Wheeler, George W. Davis, Walter M.
Scott e Stuart A. Reiss. Ebbe un rifacimento TV nel 1980 con la regia
di Boris Segal e con Melissa Gilbert nella parte di Anna.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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Il
diario di Anna Frank
(Boris Sagal, Stati Uniti d'America, 1980, 120')
Versione televisiva (fu fatto anche un film nel 1959 per la regia di
George Stevens) del dramma della piccola Anna Frank, costretta a vivere
per due anni in una soffitta di una casa di Amsterdam, per sfuggire
alle persecuzioni naziste. Della famiglia Frank sopravviverà solo il
padre Otto. Piatta versione televisiva del celebre diario, decisamente
inferiore anche a quella (già edulcorata) di George Stevens.
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Il grande dittatore
(C.Chaplin, Stati Uniti d'America, 1940, Durata 128')
Un barbiere ebreo è scambiato per Adenoid Hynkel, dittatore di Tomania,
e in questa veste pronuncia un discorso umanitario. Satira penetrante e
persino preveggente del nazifascismo in cui Charlot si sdoppia nel
piccolo barbiere ebreo e nel dittatore Hynkel (Hitler): l'uno appare
come l'immagine un po' sbiadita del vagabondo; l'altro ne è, per certi
versi, il negativo. Primo film parlato di Chaplin. Da un dialogo
ridotto all'essenziale (Charlot non può parlare) si passa, nel finale,
all'invadenza della parola. Sequenze celebri: la rasatura al ritmo di
una danza ungherese di Brahms; Hynkel che gioca col mappamondo;
l'incontro tra Hynkel e Benzino Napoloni, dittatore di Bacteria. Anni
dopo Chaplin espresse il suo dispiacere di averne fatto una commedia
nella sua ingenua ignoranza di quel che veramente succedeva nella
Germania nazista, ma il film è, comunque, una gioia da vedere ancora
oggi. Ridistribuito anche, più correttamente, col titolo Il grande
dittatore.
Sito ufficiale: http://www.bimfilm.com/ilgrandedittatore/
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Il pianista
(Roman Polanski, Gran Bretagna/Francia/Germania/Polonia, 2002, Durata
128')
Un uomo, un brillante pianista ebreo polacco, sopravvive alla
distruzione del ghetto di Varsavia e ai campi di concentramento
nazisti. Un ufficiale tedesco lo aiuterà a sopravvivere.
Sito ufficiale: http://www.ilpianista.it/
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Il Prezzo della Vittoria
(A. De Jong, Olanda, 1986, 100')
Nell’Olanda occupata dai nazisti, due uomini combattono una differente
battaglia contro gli invasori: Peter Vaijk, eroe della resistenza,
lotta con la violenza in nome della libertà; Blumberg, fine
intellettuale ebreo, è costretto a utilizzare le armi del sotterfugio e
della menzogna perché si è prefisso il disperato compito di salvare il
maggior numero di correligionari dalla deportazione nei campi di
sterminio.
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Jona che visse
nella balena
(R.Faenza, Italia, 1993, Durata: 110')
Il piccolo Jona, ebreo olandese vive felice con i genitori. Scoppia la
guerra, viene deportato a Westerborg e quindi a Bergen-Belsen dove
diventa “merce di scambio”. Pur nella tragedia della guerra e dello
sterminio nazista il bambino resta bambino che vive di giochi, riti e
desideri. Sopravviverà al campo di concentramento, ma la perdita dei
genitori lo farà cadere in un inappetenza apparentemente irrimediabile.
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L'assassinio
di Mary Phagan
(Billy Hale, Stati Uniti d'America, 1988, Durata 216')
Rievocazione di un famoso fatto giudiziario ad Atlanta nel 1913. Un
agricoltore ebreo Leo Frank venne processato per l'assassinio di una
sua dipendente e condannato a morte per impiccagione. Jack Lemmon ha il
ruolo del governatore della Georgia che volle riaprire il caso, pur
sapendo che la cosa poteva costargli la carriera. Dal libro dossier di
Larry McMurtry.
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La barca è piena
(Markus Imhoof, Svizzera, 1981, 103')
Cinque ebrei e un disertore tedesco si rifugiano nell'estate del '42 in
Svizzera, ma i criteri razziali non bastano, secondo la legge di
allora, a garantire lo statuto di rifugiati politici. Imhoof dice molte
cose, sgradevoli o commoventi, e le dice con scabro vigore, con un
ritmo che non lascia respiro, ma che dà il giusto spazio all'analisi
del comportamento e delle psicologie.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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La
caduta degli dei
(Luchino Visconti,
Italia/Svizzera/RFT
, 1969, 150')
Storia della famiglia tedesca degli Essenbeck, industriali
metallurgici, nel biennio 1933-34, dall'incendio del Reichstag alla
"notte dei lunghi coltelli" in cui le SS fecero strage delle SA.
Approfondimenti
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La
conferenza di Wannsee
(Heinz Schirk, Germania, 1987, 87')
Trama Adolf Hitler, mentre è in corso il secondo conflitto mondiale, ha
deciso lo sterminio di tutti gli ebrei che abitano in Germania e nei
territori occupati dai tedeschi per rinsaldare la compattezza del
fronte interno e per stroncare ogni opposizione. Un gruppo di ufficiali
nazisti si ritrova per discutere questa risoluzione. L'iniziativa per
alcuni ha le caratteristiche di una fronda contro il regime che sta
iniziando a perdere colpi, ma costoro non riescono a modificare i piani
del Führer. Modesto film per la televisione basato su un fatto
realmente accaduto. Grande cura per la ricostruzione storica, ma
realizzazione pedante.
Approfondimenti: La conferenza del Wannsee
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La confessione
(C.Costa Gavras, Francia, 1970, 138')
Dal libro di Lise e Arthur London. Praga, 1951. Nonostante il suo
irreprensibile passato, Anton Ludvik è arrestato e subisce, con altri
uomini politici tutti d'altorango quasi tutti ebrei, nei lunghi
interrogatori un "lavaggio del cervello" tale da essere indotto a
riconoscere gli inesistenti delitti politici di cui lo si accusa.
Processato, viene pubblicamente sconfessato dalla moglie. Sarà
riabilitato nel 1968. Come il libro, fedelmente sceneggiato dal regista
con Jorge Semprun, il film rievoca fatti storici, uno dei
processi-farsa in cui A. London, viceministro cecoslovacco, fu accusato
di tradimento e cospirazione trotzkista. Come denuncia appassionata
dello stalinismo, dei suoi crimini, delle sue menzogne, e delle cupa e
bieca atmosfera totalitaria negli anni torbidi della guerra fredda.
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La ragazza terribile
(Michael Verhoeven, RFT, 1989, 92')
In una città bavarese un'intraprendente studentessa, scelta per
partecipare a un concorso nazionale sul tema "La mia città durante il
III Reich", scopre gli altarini di diverse autorità locali,
pesantemente compromesse col regime nazista e i suoi crimini
antisemiti. Nonostante minacce e ricatti, non molla e scrive un
documentato libro che diventa un best seller. Un buon esempio di cinema
civile che non punisce lo spettatore. Ispirandosi a un fatto vero
accaduto a Passau, M. Verhoeven ha fatto un film ben scritto e ben
recitato (soprattutto dalla sua scanzonata protagonista) di graffiante
e divertente satira politica dove l'impianto da cabaret si unisce con
efficacia alla tecnica televisiva delle proiezioni dal fondo.
Premiato al Festival di Berlino 1990.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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La Rosa Bianca - Sophie Scholl
(Marc Rothemund, Germania, 2005, Durata,
117' )
"Sophie Scholl - La Rosa Bianca" è il commovente ritratto di una delle
poche eroine della storia della Germania. Il film ripercorre gli ultimi
sei giorni (17-22 febbraio 1943) della vita di Sophie Scholl. partendo
proprio dal suo punto di vista: quello di una giovane donna coraggiosa
ed esuberante che preferisce la morte piuttosto che rinnegare I suoi
Ideali, ossia quelli della "Rosa Bianca". Attraverso la sua resistenza
e denuncia nei confronti del regime nazista, Sophie Scholl Insieme ai
suoi compagni, per il loro singolare impegno civile, sono diventati Il
simbolo di una lotta pacifica contraria a qualsiasi forma di violenza e
oppressione. Pur seguendo gli eventi storici in modo molto fedele e
dettagliato, a partire dai verbali originali degli interrogatori, il
film è stato scritto e diretto come un lungometraggio. Attraverso
un'accorta rivisitazione della storia, il giovane regista Marc
Rothemund ('Die Hoffnung stirbt zuletzt') riporta in vita l'ormai
mitica figura di Sophie Scholl.
Approfondimenti:
http://www.larosabiancailfilm.it/
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La rosa bianca
(M.Verhoeven, RTF, 1989, 123')
Approfondimenti: http://www.olokaustos.org/opposizione/gruppi/weisserose/
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La signora è di passaggio
(Jacques Rouffio, Francia, 1982, Durata: 115')
Baumstein, un ricco industriale ebreo, uccide a sangue freddo
l'ambasciatore del Paraguay da lui riconosciuto come ex ufficiale
nazista. Durante il processo si rievocano le fasi della tormentata vita
di Baumstein e della famiglia che lo aveva ospitato durante il nazismo.
Baumstein viene condannato a soli cinque anni con la condizionale, ma
sei mesi dopo viene ucciso con sua moglie da fanatici neonazisti.
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La vita è bella
(Roberto Benigni, Italia, 1997, 120')
Guido Orefice, toscano montanino ed ebreo,
s'innamora sul finire degli anni '30 della maestrina Dora, la corteggia
in modi stravaganti, la sposa. Sei anni dopo nell'intervallo sono
venute le leggi razziali (1938), la guerra e le deportazioni Guido con
il figlioletto Giosuè parte per il campo di concentramento. Dora, che
ebrea non è, li segue volontariamente. Per proteggere il figlio
dall'orrore, Guido gli fa credere che quel che stanno vivendo è un
gioco a premi con un carro armato in palio. 6 film di Benigni regista,
è il più ambizioso, difficile e rischioso e il migliore: 2 film in 1, o
meglio un film in 2 parti, nettamente separate per ambientazione, tono,
luce e colori essenziali i contributi della fotografia ma
complementari: la 1a spiega e giustifica la 2a. Una bella storia
d'amore, scritta con Vincenzo Cerami: prima tra un uomo e una donna,
poi per un figlio, ma l'una è la continuazione dell'altra. Il frenetico
dinamismo di R. Benigni è felicemente sfogato, la sua torrentizia
oralità ora debordante ora dimezzata. Un'elegante leggerezza distingue
G. Durano nel più riuscito dei personaggi di contorno. 5 Nastri
d'argento, 7 nomination agli Oscar e 3 statuette (film straniero,
attore per Benigni, musica per Nicola Piovani).
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L'amico ritrovato
(Jerry Schatzberg, RFT/Gran Bretagna/Francia, 1989, Durata: 110')
Avvocato americano torna a Stoccarda, lasciata nel '33, alla ricerca
del suo grande amico del liceo e della propria giovinezza. Alla fine di
un lungo flashback (90m dei 110m) scopre che morì con onore durante la
guerra 1939-45: impiccato per aver partecipato a un complotto contro
Hitler. Sceneggiato da Harold Pinter e tratto da un romanzo di Fred Uhlman. Efebo
d'oro 1990.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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L'oro di
Roma
(Carlo Lizzani, Francia/Italia, 1961, 115')
Durante l'occupazione di Roma nel '44 i tedeschi obbligarono la
comunità ebraica a raccogliere e consegnare 50 chili d'oro. Nonostante
le promesse, deportarono tutti.
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L'ultimo
metrò
(François Truffaut, Francia, 1980, Durata 133')
Parigi, 1942: Marion Steiner, celebre attrice, gestisce il teatro
Montmartre lasciatole dal marito Lucas, regista ebreo di origine
tedesca ricercato dai nazisti. Sagacemente diviso tra commedia e
dramma, cosparso di meccanismi narrativi a sorpresa, questo film è
mirabilmente recitato da una compagnia di attori tra i quali esiste una
gerarchia di ruoli, non di bravura. In filigrana è iscritto il dilemma
sullo statuto dell'artista durante i tempi di emergenza: fare il
proprio mestiere o il proprio dovere?
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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Lili
Marleen
(Rainer Werner Fassbinder, RFT, 1980, 120')
Nel 1938 a Zurigo una giovane cantante tedesca ama un musicista ebreo.
La guerra li separa. La cantante, tornata in Germania, diventa famosa
grazie alla canzone "Lili Marleen". A guerra finita si reca a Zurigo
dove trova l'amato Robert sposato e riparte. Ispirato al romanzo
autobiografico della cantante Lale Anderson.
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Marta ed io
(Jiri Weiss, Francia/RFT, 1990, 107')
L'io narrante rievoca la propria adolescenza passata in casa dello zio
Ernst, stimato ginecologo, dedito al culto della tolleranza laica, del
libertinismo letterario e dei piaceri della vita che, divorziato dalla
moglie, sposa, scandalizzando i parenti, la pingue domestica dal cuor
d'oro. Con la persecuzione degli ebrei la Storia bussa alla porta e
diventa un incubo da cui inutilmente si cerca di svegliarsi. Marta ed
io ha il suo campo magnetico di attrazione nel duetto
Sagebrecht-Piccoli, la cicciona più simpatica di questo fin de siècle
abbinata al sornione, bravissimo M. Piccoli. E anche un catalogo delle
diverse forme che può assumere il razzismo come paura e disprezzo del
diverso, costrizione a rinchiudere l'individuo nella sua appartenenza
biologica o storica.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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Memoria
(Ruggero Gabbai, Italia,
1997, 84', documentario)
La storia vera di chi è stato nei lager nazisti durante la seconda
guerra mondiale. Raccolta di voci, storie, volti di persone che,
nonostante il dolore che provano nel ricordare quei giorni, vogliono
lasciare alle generazioni future una testimonianza della terribile
esperienza delle vittime della Shoah.
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Non dire falsa testmonianza
Il Decalogo Otto (Dekalog Osiem)
(Krzysztof Kieslowski, Poonia, 1988, 59')
Un'anziana docente di filosofia, rientrata in Polonia, si trova a far
fronte a un tormentato episodio del suo passato: si può dire il falso
per salvare una vita? E l'unico film che ha un nesso esplicito con la
guerra e la tragedia ebrea della Shoah, e l'unico che propone un
flashback. E sottolineato anche il nesso con 2 altre storie: l'uomo dei
francobolli di Decalogo, 10 e il caso di Decalogo, 2, rievocato nel
seminario sull'"inferno etico", in cui la falsa testimonianza, anzi lo
spergiuro, salva la vita del nascituro. Rimane irrisolto un problema di
fondo: perché c'è chi deve salvare e chi dev'essere salvato?
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
www.rai.it
Enciclopedia delle scienze filosofiche: VIII "Non dire falsa
testimonianza"
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Oltre il ponte di Brooklyn
(Menahem Golan, Stati Uniti d'America, 1984, 106')
Alby, pizzaiolo di Brooklyn, ha due problemi: trovare i soldi per
aprire un ristorante al di là del ponte, nella down-town di Manhattan;
sposare o no la cattolica Elizabeth con cui convive da due anni. Li
risolve entrambi in modo positivo.
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Oltre la vittoria
(Robert Malcolm Young, Stati Uniti d'America, 1989, 121')
La storia vera del giovane pugile ebreo di Salonicco Salamo Arouch,
campione dei pesi medi, deportato nel campo di Auschwitz-Birkenau con
tutta la sua famiglia e quella della sua fidanzata dove la sua
specialità viene sfruttata cinicamente dagli ufficiali tedeschi. Essi
scommettono sui suoi combattimenti. Scrupolosa, dal punto di vista
storico, la ricostruzione del processo di sterminio di Birkenau.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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PERLASCA
(Alberto Negrin, Italia,
2004)
Si chiamava Giorgio Perlasca. Era di Padova, faceva il commerciante.
Salvò migliaia di ebrei a Budapest, nel 1944, spacciandosi per il
console spagnolo. La sua storia è divenuta film: un tv-movie prodotto
da Rai Fiction (con Palomar, Focus Film e Hamster Productions), per la
regia di Alberto Negrin, la sceneggiatura di Stefano Rulli e Sandro
Petraglia, protagonista Luca Zingaretti.
Sito ufficiale: Rai.it cinema
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Rosenstrasse
(Margarethe von Trotta,
Germania, 2003)
New York, 2001. Ruth ha appena perso suo marito, la sua rabbia e
tristezza la esprime coprendo tutti gli specchi di casa come raccomanda
il rituale ebraico del lutto. Con lei vive la figlia Hannah, a cui non
ha mai parlato del suo passato e, in particolare, di quei sette giorni
nella primavera del 1943 in cui Ruth incontrò Lena Fisher nella
Rosenstrasse.
Intervista alla regista: 'Rosenstrasse', le
donne di Margarethe Von Trotta contro il nazismo
Sito ufficiale: http://www.rosenstrassemovie.com/
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Schindler's List
(Steven Spielberg, Stati Uniti d'America, 1993, Durata 195')
Dal libro dell'australiano Thomas Keneally La lista. L'industriale
tedesco Oskar Schindler, in affari coi nazisti, usa gli ebrei dapprima
come forza-lavoro a buon mercato, un'occasione per arricchirsi.
Gradatamente, pur continuando a sfruttare i suoi intrallazzi, diventa
il loro salvatore, strappando più di 1100 persone dalla camera a gas. 7
Oscar: film, regia, fotografia di Janusz Kaminski (in bianconero,
tranne prologo ed epilogo), musica di John Williams, montaggio,
scenografia e sceneggiatura. Quel rosso del cappottino della bambina
che cerca di sfuggire al rastrellamento è una piccola invenzione
poetica, un esempio del modo con cui gli effetti speciali possono
diventare creativi.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
Sito ufficiale: http://www.schindlerslist.com/
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Senza
destino
(Lajos Koltai, Ungheria, Germania, Gran Bretagna, 2005, Durata 130')
La storia emblematica di un ragazzino ebreo scampato ai campi di
sterminio che riesce a sopravvivere senza «perdere se stesso», grazie
al ricordo. Condotto prima ad Auschwitz e in un secondo tempo a
Buchenwald, dopo una lunghissima odissea fatta di fame, freddo, dolore,
fatica, paura, vessazioni di ogni genere, il quattordicenne ebreo
ungherese Gyuri viene salvato dagli Alleati mentre giace inerte, senza
più energie, in una fossa comune. Rientrato nella nativa Budapest,
camminando per le strade della sua città con indosso ancora la
terribile uniforme a strisce che indossava nel campo, Gyuri percepisce
l'indifferenza, se non addirittura l'ostilità della gente. Gli amici
insistono affinché dimentichi tutto, ma è possibile dimenticare
l'orrore della storia? Non gli resta che meditare da solo e cercare di
valutare il significato di quella terribile esperienza. Per arrivare a
comprendere che quello che gli è successo non è da ricercare nel suo
essere ungherese o ebreo.
Un
film tratto da Essere senza destino ( Fateless ),
il romanzo del premio Nobel per la letteratura
Imre Kertesz che ne ha scritto la sceneggiatura.
Sito
ufficiale: http://www.fateless.co.uk/
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Talk Radio
(Oliver Stone, Stati Uniti d'America, 1988, Durata 115')
La storia fa perno sul conduttore odiosamato di "Voci della notte",
programma radiofonico a telefono aperto su un'emittente locale. E il
ritratto sfaccettato di un personaggio contraddittorio, affascinante ed
egocentrico. E anche un'immersione allucinante nell'odierna America
amara e un'analisi eccitata dell'odio razziale e antisemita. L'ottimo
E. Bogosian collaborò con O. Stone alla sceneggiatura che attinge al
libro di Stephen Singular Talked to Death: The Life and Murder of Alan
Berg.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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Taxi blues
(Pavel Lungin, Russia/Francia, 1990, 110')
Nella Mosca di Gorbaciov nasce una strana amicizia tra Liocha (P.
Mamonov), sassofonista ebreo alcolizzato che vive solo per la musica, e
Schlikov (P. Zaitchenko), tassista rozzo, violento e antisemita che
bada soprattutto al denaro. Nella sua collera disperata, straripante di
urla e di furore, ma anche di tenerezza, sapiente nella descrizione
della metropoli comunista, sostenuto da una colonna sonora in presa
diretta (gli assolo del sax tenore sono di Harold Singer), è un film
profondamente russo con una struttura narrativa forte da cinema
americano. Si appoggia a due personaggi più veri e più grandi della
vita che nell'edizione italiana hanno la voce di Mino Caprio (il
sassofonista) e Massimo Dapporto (il tassista). Premio per la regia a
Cannes.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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The believer
(Henry Bean, Stati Uniti d'America, 2001, 98')
A New York uno studente ebreo parte per un viaggio psicologico che lo
porterà a confrontarsi con i suoi valori e la tradizione della sua
famiglia. In una lotta con sè stesso per l'intollerenza che prova nei
confronti dell'individuo e della società finirà per sposare l'ideologia
nazista.
Sito ufficiale: http://www.thebelieverdvd.com/movie.html
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Tornare per rivivere
(Claude Lelouch, Francia, 1985, Durata 117')
Unica superstite di una famiglia israelita sterminata in un lager
nazista, Salomè ha scritto un libro in cui rievoca le sue vicissitudini
della guerra, quando, tornata alla villa dov'era rifugiata con la
famiglia, volle scoprire chi li denunciò alla Gestapo. Opus n. 27 di C.
Lelouch. Rachmaninov impazza da un capo all'altro del racconto.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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Train de vie - Un treno per vivere
(Radu Mihaileanu, Paesi Bassi/Francia/Belgio, 1998, Durata 101')
Nel 1941, per evitare la deportazione, gli abitanti di uno shetl
(villaggio ebraico dell'Europa centrale) romeno allestiscono un finto
convoglio ferroviario sul quale alcuni di loro sono travestiti da
soldati tedeschi e partono nel folle tentativo di raggiungere il
confine con l'URSS e di lì proseguire per la Palestina, Eretz/Israel,
la terra promessa. Ci riescono, dopo tragicomiche peripezie tra cui
l'incontro con un gruppo di gitani che, a bordo di autocarri, hanno
avuto la stessa idea. 2 film del romeno Mihaileanu, attivo in Francia,
è una tragicommedia di viaggio sotto la triplice insegna dell'umorismo
yiddish (condito di una grottesca ironia critica verso gli stessi
ebrei, i tedeschi, i comunisti), di una sana energia narrativa e di un
ritmo di trascinante allegria cui molto contribuisce Goran Bregovic, il
compositore preferito di E. Kusturica, che attinge alla musica klezmer
ebraica dell'Europa orientale. Fotografia del greco Yorgos Arvanitis,
l'operatore di Anghelopulos e di Laurent Daillant. Colorita galleria
cosmopolita di interpreti, dialoghi italiani di Moni Ovadia. Non manca
una dimensione poetica, incarnata in Schlomo (L. Abelanski), lo scemo
del viaggio che funge da narratore. L'inquadratura finale può essere la
chiave di lettura a ritroso. Grande successo di pubblico e premio
Fipresci alla 55a Mostra di Venezia 1998.
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Unser Nazi
(Robert Kramer, Francia/RFT, 1984, 114')
Il regista tedesco Thomas Harlan (figlio di Veit Harlan, celebre
regista del Terzo Reich), gira Wundcanal, film di fiction interpretato,
nella parte di sé stesso, da Albert Filbert, ex ufficiale delle SS, già
condannato come criminale di guerra. Durante le riprese l'americano
Kramer intervista l'ottantenne Filbert, Harlan e i tecnici,
aggredendoli con domande dirette e impietosi primi piani.
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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Yentl
(Barbra Streisand, Stati Uniti d'America, 1983, Durata 134')
Nella Polonia del primo Novecento una ragazza ebrea si traveste da uomo
per frequentare una scuola di studi religiosi. S'innamora di un uomo, a
sua volta innamorato di una ragazza che i genitori danno in sposa
proprio a lei. Da un racconto dello scrittore ebreo polacco Isaac
Bashevis Singer (1904-91), B. Streisand ha tratto un film con 11
canzoni
da Il Morandini,
Zanichelli Editore
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NEL
SITO
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