Francesco


San Francesco in preghiera, Caravaggio

San Francesco in preghiera, dipinto a olio su tela (130×90 cm) realizzato da Caravaggio tra il 1605 ed il 1606. Oggi quest’opera si trova conservata alla Pinacoteca del Museo civico Ala Ponzone di Cremona.


Attività didattica

Il video qui proposto unisce tre diversi elementi:

L’idea è quella di unire tre fonti diverse, tre fonti che ci parlano di Francesco e metterle a confronto creando, spero, una proposta diversa, più ricca e coinvolgente.

Ho suddiviso il video in alcune sezioni come segue:

  • Francesco ricco mercante,
  • Francesco incontra “madonna povertà”,
  • Francesco e suo padre,
  • Francesco deriso dai suoi vecchi compagni,
  • Papa Innocenzo III approva (l’approvazione della regola scritta avverrà con Papa Onorio il 29 novembre 1223, con la bolla Solet annuere) la regola di Francesco
Francesco d'Assisi predica davanti a Onorio III, Basilica superiore di Assisi

Francesco d’Assisi predica davanti a Onorio III, Basilica superiore di Assisi


Testi

Di seguito i quadri e i testi usati nel video.

“Quando restituì al padre ogni cosa e, deposte le vesti, rinunciò ai beni paterni e temporali, dicendo: «Di qui in avanti posso dire con certezza: -Padre nostro che sei nei cieli-, poiché Pietro di Bernardone m’ha ripudiato.»” Legenda maior (I, 3)

 “Quando il papa approvò la Regola e diede mandato di predicare la penitenza, e ai frati, che avevano accompagnato il santo, fece fare corone, perché predicassero il verbo di Dio.” Legenda maior (III, 10)

 


I quadri presenti nel video

I quadri  sono tratti dalle Storie di san Francesco, ciclo pittorico dipinto ad affresco nella parte inferiore dell’unica navata della basilica superiore di Assisi da Giotto.

Giotto, Il sogno di Innocenzo III
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Giotto, Il sogno di Innocenzo III
 
Giotto, confermazione della regola
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Giotto, confermazione della regola
 
Giotto, Francesco rinuncia alle ricchezze
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Giotto, Francesco rinuncia alle ricchezze
 

Video


Recensioni

Propongo qui di seguito una recensione al film di Virgilio Fantuzzi apparsa sulla Civiltà Cattolica il 17 giugno 1989

 


Caro Francesco ti scrivo

Di seguito pubblico alcuni elaborati realizzati dai miei alunni/e delle classi seconde della secondaria di primo grado. dopo aver visto il film e averlo commentato e discusso ho chiesto loro come rielaborazione personale di scrivere una lettera e “fare” un’intervista a Francesco d’Assisi.

Caro San Francesco,
la tua vita mi ha suggerito alcune riflessioni.
Avresti potuto condurre un’esistenza agiata, piena di divertimenti e di lusso ed invece hai scelto la povertà e la carità verso i bisognosi. Ho riflettuto sul mio desiderio continuo di abiti firmati, scarpe di marca e cose belle ed ho pensato che, senza arrivare a privarsi di tutto, devo cominciare a darmi una regolata perché questo continuo desiderare il troppo, mi fa perdere il senso della misura e mi impedisce di gioire quando ricevo un regalo o acquisto qualche cosa di nuovo.
Un’altra manifestazione della tua vita che mi ha colpito è la “preghiera semplice” con la quale ti rivolgi ogni giorno al Signore. E’ difficile essere strumenti di pace, portare amore dove c’è risentimento e ritorsioni perché “il gruppo” ha comportamenti omogenei, spesso cattivi e, anche se non c’è condivisione, a volte ci si adegua anche se si prova un profondo senso di scontentezza. Vorrei poter essere più coraggiosa, meno egoista e più aperta nell’esprimere la mia opinione. Spero di riuscirci piano piano e con il tuo aiuto
vorrei diventare veramente “uno strumento di pace” per tutti quelli che mi circondano e per quelli che incontrerò nella mia vita futura.
Infine, il tuo meraviglioso “Cantico delle creature” mi invita a soffermarmi sulla bellezza di ciò che mi circonda e, a volte, non vedo senza rendermi conto che il creato è un dono gratuito e meraviglioso.

Grazie, San Francesco, spero nella tua protezione anche perché mi chiamo
Francesca.


Cremona 19/11/14
Caro S.Francesco,
mi chiamo Mila e ho dodici anni, sono di Cremona e ammiro tanto quello che tu hai fatto. In questo periodo il prof. di religione Antonio
Ariberti ci ha fatto vedere degli spezzoni di un film ispirato alla tua storia; l’avresti mai detto che avrebbero fatto un film proprio sulla tua vita?! Comunque volevo chiederti se sei “tuttora” soddisfatto delle scelte che hai fatto e se siano veramente state fine a se…
Insomma trovarsi da ricco mercante a mendicante non deve essere stato facile, soprattutto dover sopportare il disprezzo di tuo padre, ammiro veramente quello che hai fatto. Lo sai che tuttora nel 2014 esistono dei  Frati Francescani che vivono seguendo il tuo esempio di vita? Avrei tante cose da chiederti che però non si possono racchiudere in una lettera. Spero di vivere in fede come te.

con affetto
Mila P.


INTERVISTA A SAN FRANCESCO

Intervistatore: com’era la tua vita prima di incontrare tutti quei poveri?

S.Francesco: la mia vita era piena di divertimento e spasso. Ogni giorno spendevo il mio tempo ad andare alle feste e comperare sempre cose nuove.

Intervistatore: se non avessi visto i poveri e non avessi scelto un cammino così differente, da quella che era la tua vita normale, a cosa ti saresti dedicato?

S.Francesco: sicuramente mi sarei preso cura della grande impresa di tessuti e stoffe di mio padre e avrei sicuramente dedicato la maggior parte del mio tempo con gli amici alle feste.

Intervistatore: cosa ti ha convinto a cambiare la tua vita da futuro ricco mercante?

S.Francesco: innanzi tutto la gente povera ma sopratutto la parola di Dio, che mi ha aiutato molto a superare i problemi con mio padre.

Intervistatore: come ti sei sentito quando in “tribunale”, davanti al Vescovo, tutti di deridevano e nessuno ti rispettava?

S.Francesco: non mi interessava più di tanto, io volevo fare del bene e seguire la vera parola di Dio.

Intervistatore: la tua vita è cambiata proprio radicalmente dopo la tua scelta?

S.Francesco: si. Soltanto il semplice motivo che prima ero sempre servito, accontentato in tutto quello che chiedevo e che facevo.

Intervistatore: Quelli che ritenevi i tuoi veri amici si sono mantenuti tali anche quando hai preso questa decisione?

S.Francesco: no, perché quando ero il figlio di un ricco mercante, allora andavo bene, mentre poi quando ho preso la mia vera strada, loro mi deridevano. Gli andavo bene soltanto per i soldi e quando gli pagavo tutti i divertimenti. L’unica  Vera amica che anche in tribunale ha avuto rispetto di me è stata CHIARA .

CONCLUSIONE: i veri amici dovrebbero rispettare sempre le scelte altrui anche quando alcune decisioni NON si comprendono….

Monica L.


22/11/2014, Cremona
Caro S. Francesco,
la scorsa lezione di religione il professore ci ha mostrato alcune parti di un film che raccontava la tua vita.
Mentre guardavo le immagini, e mentre ascoltavo le spiegazioni del professore, mi sono venute in mente delle domande da farti.
Ti prego di considerarle così come sono, ovvero uscite dalla testa di un ragazzo che ha una visione generale e una mentalità molto diversa rispetto a quella della tua epoca.

La prima domanda è: anch’io molto probabilmente se fossi nato in una famiglia ricca sarei stato viziato al lusso e attaccato alle cose materiali, ma perché andare in guerra?
Adesso il Papa, ma anche la mia famiglia, come quasi tutto il mondo pensa che la guerra sia inutile e che ha solo scopi economici oppure religiosi (come l’Isis).
Anche se è per fare carriera io non credo che sia una giustificazione uccidere persone per pensare a se stessi, per non parlare delle vite finite prematuramente e delle famiglie divise!

Riguardo al momento in cui hai deciso di diventare povero, hai avuto una vocazione oppure l’idea di impoverirti ti è venuta alla vista dei prigionieri che erano insieme a te? Se è stato per vocazione, non potevi restare ricco solo per il tempo che bastava per dire ai tuoi amici che combattevano con te che la guerra era inutile e che non portava da nessuna parte prima di dichiarare di non volere più i beni che avevi?
Mentre scrivo mi rendo conto che è tanto facile dirlo, ma è vero anche che non era impossibile cercare di convincere i propri amici che la guerra non serviva.
Forse in questo momento il mondo sarebbe più vivibile di quello che è adesso.
Vero è che se ci fosse stato il Big Bang anche solo un attimo prima o un attimo dopo io potrei non essere qui a scrivere questa lettera.
La stessa cosa sarebbe successa se Eva non avesse preso la mela (anche se sinceramente credo che la teoria del Big Bang sia più plausibile rispetto a quella della Bibbia), ma qui non si parla di destino e di cosa sarebbe successo se anche una sola persona nel mondo non avesse fatto una determinata cosa; magari in questo momento: l’Isis, Ebola e la crisi (che sono i maggiori problemi mondiali) non esisterebbero.
Ritornando alla tua vita deve essere stato triste vedere il proprio padre avere vergogna del proprio figlio ed essere deriso da quelli che una volta erano stati suoi amici.
Quando ero alle Elementari sono stato abituato a vedere S. Francesco come la figura che secondo una leggenda inventò il Presepio e che parlava agli animali, ma adesso che sono alle Medie so che hai ricevuto le Sacre Stigmate, che per un pò di tempo ti sei rifugiato in una grotta per vivere a contatto con la natura.
Allora la domanda è: quale versione è giusta? Oppure c’è un’altra storia sulla tua vita?
Ho un’ultima domanda: perché sei andato dal Papa a chiedere il permesso di creare un Ordine? Perché proprio lui, che rappresentava (ma ancora adesso) la ricchezza all’interno della Chiesa?
Queste sono le domande che mi sono posto.

A presto,
Carlo M. G.


Caro San Francesco, io ti ammiro molto: tu hai lasciato tutto quello che avevi per darlo ai poveri e hai dedicato il resto della tua vita a Dio e ciò ti fa davvero onore perché in pochi, anzi, quasi nessuno ora farebbe ciò che tu hai compiuto; in questo momento l’obiettivo della vita è fare denaro ma credo che anche allora lo fosse. Tu  hai lasciato tutto il tuo patrimonio mentre ora in pochi danno a malapena una sola moneta ai mendicanti, per la strada…
Una cosa che mi ha colpito molto è stato quando eri sotto la pioggia ad elemosinare con dei bambini e i tuoi amici, anziché aiutarti, non hanno avuto neanche un po’ di rispetto e ti hanno picchiato… Questi non sono veri amici… Infatti Chiara non si è comportata male con te, anzi ti ha aiutato nel momento del bisogno e ha rispettato la tua decisione!

Da questo si capisce quanto siano diverse le persone.

Serena S.


Giochiamo con Francesco

 

 

 

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