Egeria – Eteria, Settimana di Pasqua


Egeria - Eteria, Settimana di Pasqua

Il pellegrinaggio di Eteria o Egeria è un diario di viaggio, una lunga lettera che una donna scrive alla sua comunità (di donne). Questa pellegrina, probabilmente spagnola, intraprende questo viaggio che tra il 381 e il 383 la porta in Terra Santa oltre che in altri luoghi (Sinai, Egitto, Mesopotamia?). Pellegrinaggio intrapreso sull’onda del desiderio, religioso, della curiositas che a loro volta trovano fondamento nella lettura dei testi sacri che fanno da guida al suo peregrinare.

La parte centrale del testo originale, circa un terzo, privo dell’inizio e della fine, venne ritrovata nel 1884 dallo studioso Gian Francesco Gamurrini in un manoscritto dell’XI secolo, scritto nell’abbazia di Montecassino e rinvenuto ad Arezzo, che venne pubblicato per la prima volta nel 1887 dallo stesso Gamurrini.

Gerusalemme nel mosaico di Madaba, in Giordania (VI secolo) - Egeria

Gerusalemme nel mosaico di Madaba, in Giordania (VI secolo).


 

Settimana di Pasqua, Hebdomada major

Testo in italiano

39. 1. Questi otto giorni di Pasqua si celebrano come da noi, e le funzioni si svolgono regolarmente secondo gli otto giorni di Pasqua, come dovunque avviene per Pasqua fino all’ottava. Qui per questi otto giorni pasquali ci sono lo stesso splendore e gli stessi preparativi che per l’Epifania, tanto nella chiesa maggiore che all’Anastasi [resurrezione] o alla Croce o sull’Eleona, ma anche a Betlemme, al Lazarium e dovunque, perché sono le feste pasquali.

2. Ci si riunisce, quel giorno, la prima domenica, nella chiesa maggiore, cioè al Martyrium, e lo stesso il lunedì e il martedì, ma tuttavia sempre, dopo il congedo, si va fra gli inni dal Martyrium all’Anastasi. Il mercoledì ci si riunisce all’Eleona, il giovedì all’Anastasi, il venerdì a Sion, il sabato o davanti alla Croce e la domenica, ossia l’ottava, di nuovo nella chiesa maggiore, al Martyrium.

3. Durante questa ottava di Pasqua, tutti i giorni dopo aver mangiato, il vescovo insieme a tutto il clero e a tutti i neofìti, cioè quelli che sono stati da poco battezzati, e insieme a tutti gli «apotattiti» [persone, uomini e donne che per seguire il consiglio evangelico di povertà, non possedevano alcun bene], uomini e donne, e con quanti del popolo vogliono andare, sale sull’Eleona. Si cantano inni, si fanno preghiere, sia nella chiesa, che si trova sull’Eleona, dentro la quale è la grotta in cui Gesù insegnava ai discepoli, sia anche all’Imbomon, il luogo dal quale
il Signore ascese ai cieli.

4. Dopo che sono stati detti i salmi ed è stata fatta la preghiera, di là si discende fino all’Anastasi, con inni, all’ora del Lucernale. Questo avviene durante tutta l’ottava. Ma la domenica di Pasqua, dopo la funzione del Lucernale, dall’Anastasi, tutto il popolo accompagna il vescovo
con inni fino a Sion.

5. Giunti là, si cantano inni adatti al giorno e al luogo, si fa una preghiera, e si legge quel passo del Vangelo in cui in quello stesso giorno
e in quello stesso luogo dove ora si trova la chiesa a Sion, il Signore entrò a porte chiuse, fra i discepoli, quando uno dei discepoli, ossia Tommaso, non c’era; egli tornò lì e agli altri apostoli che gli dicevano di aver visto il Signore, disse: “Se non vedo non credo”. Dopo questa lettura, si fa nuovamente una preghiera, si benedicono i catecumeni, poi i fedeli e ciascuno torna a casa sua tardi, circa alla seconda ora della notte.

40. 1. Poi, all’ottava di Pasqua, la domenica, subito dopo l’ora sesta, tutto il popolo con il vescovo sale sull’Eleona: prima ci si ferma per un po’ di tempo nella chiesa che vi si trova; si cantano inni, antifone adatte al giorno e al luogo, si fanno preghiere altrettanto adatte al giorno e al luogo. Poi da lì , fra gli inni, si va su all’Imbomon e si fa quello che si è fatto laggiù. Quando viene l’ora, tutto il popolo e tutti gli «apotattiti » accompagnano il vescovo con gli inni fino all’Anastasi; si arriva all’Anastasi all’ora in cui si suole fare il Lucernale.

2. Si fa dunque il Lucernale tanto all’Anastasi quanto presso la Croce e poi tutto il popolo al gran completo con inni accompagna il vescovo a Sion. Quando vi si è giunti, si cantano ugualmente inni adatti al luogo e al giorno, si legge di nuovo quel passo del Vangelo secondo cui, all’ottava di Pasqua, il Signore è entrato là dove si trovavano i discepoli e rimprovera Tommaso di essere stato incredulo. Si legge tutta questa lettura; poi si fa la preghiera. Una volta benedetti sia i catecumeni che i fedeli secondo la consuetudine, tutti ritornano a casa, come la domenica di Pasqua, alla seconda ora della notte.


Settimana di Pasqua, Hebdomada major

Testo originale in latino

XXXIX. 1. Octo autem illi dies paschales sic attenduntur, quemadmodum et ad nos, et ordine suo fiunt missae per octo dies paschales, sicut et ubique fit per pascha usque ad octauas. Hic autem ipse ornatus est et ipsa compositio et per octo dies paschae, quae et per epiphania, tam in ecclesia maiore quam ad Anastase aut ad Crucem uel in Eleona, sed et in Bethleem nec non etiam in Lazariu uel ubique, quia dies paschales sunt.

2. Proceditur autem ipsa die dominica prima in ecclesia maiore, id est ad Martyrium, et secunda feria et tertia feria, ubi ita tamen ut semper missa facta de Martyrio ad Anastase ueniatur cum ymnis. Quarta feria autem in Eleona proceditur, quinta feria ad Anastase, sexta feria in Syon, sabbato ante Cruce, dominica autem die, id est octauis, denuo in ecclesia maiore, id est ad Martyrium.

3. Ipsis autem octo diebus paschalibus cotidie post prandium episcopus cum omni clero et omnibus infantibus, id est qui baptidiati fuerint, et omnibus, qui aputactitae sunt uiri ac feminae, nec non etiam et de plebe quanti uolunt, in Eleona ascendent. Dicuntur ymni, fiunt orationes tam in ecclesia, quae in Eleona est, in qua est spelunca, in qua docebat Iesus discipulos, tam etiam in Imbomon, id est in eo loco, de quo Dominus ascendit in caelis.

4. Et posteaquam dicti fuerint psalmi et oratio facta fuerit, inde usque ad Anastase cum ymnis descenditur hora lucernae: hoc per totos octo dies fit. Sane dominica die per pascha post missa lucernarii, id est de Anastase, omnis populus episcopum cum ymnis in Syon ducet.

5. Ubi cum uentum fuerit, dicuntur ymni apti diei et loco, fit oratio et legitur ille locus de euangelio, ubi eadem die Dominus in eodem loco, ubi ipsa ecclesia nunc in Syon est, clausis ostiis ingressus est discipulis, id est quando tunc unus ex discipulis ibi non erat, id est Thomas, qua reuersus est et dicentibus ei aliis apostolis, quia Dominum uidissent, ille dixit: Non credo, nisi uidero. Hoc lecto fit denuo oratio, benedicuntur cathecumini, item fideles, et reuertuntur unusquisque ad domum suam sera hora forsitan noctis secunda.

XL. 1. Item octauis paschae, id est die dominica, statim post sexta omnis populus cum episcopo ad Eleona ascendit; primum in ecclesia, quae ibi est, aliquandiu sedetur; dicuntur ymni, dicuntur antiphonae aptae diei et loco, fiunt orationes similiter aptae diei et loco. Denuo inde cum ymnis itur in Imbomon susu, similiter et ibi ea aguntur, quae et illic. Et cum ceperit hora esse, iam omnis populus et omnes aputactite deducunt episcopum cum ymnis usque ad Anastase. Ea autem hora peruenitur ad Anastase, qua lucernarium fieri solet.

2. Fit ergo lucernarium tam ad Anastase quam ad Crucem, et inde omnis populus usque ad unum cum ymnis ducunt episcopum usque ad Syon. Ubi cum uentum fuerit, similiter dicuntur ymni apti loco et diei, legitur denuo et ille locus de euangelio, ubi octauis paschae ingressus est Dominus, ubi erant discipuli, et arguet Thomam, quare incredulus fuisset. Et tunc omnis ipsa lectio perlegitur; postmodum fit oratio; benedictis cathecuminis quam fidelibus iuxta consuetudinem reuertuntur unusquisque ad domum suam similiter ut die dominica paschae hora noctis secunda.

Fonte: http://www.thelatinlibrary.com/egeria2.html External link

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