Dom Crvenog Križa (Rijeka)

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Con il gruppo di volontari cremonesi al quale abbiamo dato il nome di Mir hoda” – “La pace cammina” abbiamo iniziato a frequentare Dom Crvenog Križa. Si trattava di una struttura della Croce rossa di Rijeka che ospitava persone provenienti per la maggior parte dalla città di Vukovar. E’ con queste persone, che il nostro piccolo drappello di quel “popolo numeroso [di volontari] presso altro popolo” (Erri De Luca)  ha intercettato storie, volti, alla scoperta di universi a noi inediti perché ogni persona racchiude un mondo misterioso.

Galleria

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Non fai solo una fotografia con una macchina fotografica.
Tu metti nella fotografia tutte le immagini che hai visto, i libri che hai letto,
la musica che hai sentito, e le persone che hai amato.

(Ansel Adams)

Appunti di viaggio

Mentre tu hai una cosa può esserti tolta.
Ma quando tu dai, ecco, l’hai data.
Nessun ladro te la può rubare.
E allora è tua per sempre.
James Joyce

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Cremona, 1995

Dopo le vacanze di Natale, sono ritornato nei campi profughi a Febbraio, per le vacanze di Pasqua, il 25 Aprile e 15 giorni in Agosto. In poche parole tutte le vacanze a disposizione. Oltre alla presenza, all’animazione nei campi profughi, si sono aggiunti i carichi umanitari e qui ho fatto la conoscenza con i problemi burocratici che un carico comporta e soprattutto con la stupidità umana. E’ dura avere a che fare seriamente con un doganiere di frontiera il quale è preoccupato unicamente (sia questo italiano, sloveno o croato; sono infatti tre dogane che dobbiamo attraversare) di crearti problemi con il carico. Ovviamente non si deve generalizzare. Ti vedi inventate leggi sul momento per cui speri sempre che il buon Dio ti faccia trovare sul cammino un doganiere meno maldisposto degli altri.

Vi assicuro che un pulmino, 14 qt. di aiuti, pesano davvero tanto. Pesa soprattutto la  responsabilità di essere tramite delle speranze di tante persone che aspettano quegli aiuti, tramite delle persone che si sono fidate di te e ti affidano a volte solo il superfluo ma spesso le cose care, il sacrificio del proprio lavoro. Ho stampato in testa volti, persone che in quei soldi hanno davvero affidato il loro desiderio di essere vicino ad un’altra persona. Comunque dopo qualche viaggio si impara ad essere un tantino smaliziati senza per questo arrivare a “comprarsi” i doganieri come è prassi quotidiana per i camionisti e per qualche “professionista degli aiuti” che ha pensato bene di “esportare” il meglio del modo di gestire la res-publica italiana.

Lijepo je biti zajedno
Insieme è bello

Un racconto semplice ed efficace (di cui non ricordo l’autore) è stata la base per un piccolo progetto che abbiamo realizzato nel nostro viaggio dell’estate 1995. Abbiamo narrato la storia (tradotta) ai bambini e poi trasformata, insieme a loro in una rappresentazione con tanto di costumi realizzati sempre insieme. Materiale semplice, carta crespa, cartoncini colorati forbici, colla e tanta voglia di lavorare insieme.

Ispirate alla storia abbiamo realizzato anche delle Tshirt, delle magliette, che loro hanno colorato e indossato per la rappresentazione finale.

Un’estate, una famiglia di ricci venne ad abitare nella foresta. Il tempo era bello, faceva caldo e tutto il giorno i ricci si divertivano sotto gli alberi. Correvano nei campi, vicino alla foresta, giocavano a nascondino tra i fiori, acchiappavano le mosche per nutrirsi e la notte, si addormentavano sul muschio, nei pressi delle tane.

Un giorno videro cadere una foglia da un albero: era autunno. Giocarono a rincorrere le foglie e le foglie che cadevano erano sempre più numerose. Le notti erano un po’ più fresche, dormivano sotto le foglie secche. Faceva sempre più freddo. Nel fiume a volte si formava il ghiaccio. La neve aveva ricoperto le foglie. I ricci tremavano tutto il giorno, e la notte non potevano chiudere occhio tanto avevano freddo.

Così una sera decisero di stringersi uno accanto all’altro per riscaldarsi, ma fuggirono ben presto ai quattro angoli della foresta: con tutti quegli aculei si erano feriti il naso e le zampe. Timidamente si avvicinarono nuovamente, ma di nuovo si punsero il muso. E tutte le volte che uno correva verso l’altro, capitava la stessa cosa.
Era assolutamente necessario trovare il modo di stare vicini: gli uccelli si tenevano caldo l’un l’altro, così pure i conigli, le talpe e tutti gli animali.

Allora, con dolcezza, a poco a poco, sera dopo sera, per potersi scaldare senza pungersi, si accostarono l’un l’altro, ritirarono i loro aculei e con mille precauzioni trovarono infine la giusta misura. Il vento che soffiava non dava più fastidio, ora potevano dormire al caldo tutti insieme.

I luoghi delle foto

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Le foto che seguono sono state scattate in una delle sedi della Croce Rossa di Rijeka (Fiume), Dom Crvenog Križa, Ul. Janka Polića Kamova 32.


Ex-Jugoslavia: storia di un conflitto

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