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Incontro con Rigoberta Menchú Tum Il
premio Nobel per la PACE nel 1992 intervistata da Ombretta Guerri della
Gazzetta di Modena e da Maria Pia Cavani di Nostro Tempo.
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![]() ![]() ![]() Commenti - Numero download Testimone della cultura di popoli ricchi di storia e tradizioni e fieri della propria identità, di popoli capaci di vivere insieme malgrado le diversità etniche. Nasce
il 9 gennaio 1959 in
Guatemala, nel gruppo etnico dei
Maya-Quiché; Contro ogni forma di dominio straniero Rigoberta afferma: “i popoli indigeni non devono essere più considerati manodopera a basso costo, oggetti di studio, nativi da catechizzare, soldati costretti ad assassinare la propria gente, cittadini di seconda classe” Testimone della morte del suo fratellino e di sua madre e degli abusi dei militari ai danni dei campesinos soffre con la sua gente il potere che il governo “bianco” esercita sul paese; a 20 anni è già nell’organizzazione sindacale del CUC (Comitato di Unità Contadina) comprende subito che la liberazione non può avvenire se non attraverso l’apprendimento della lingua, la nonviolenza, l’istruzione. Rigoberta parla di unità nella differenza: “quando qualcuno si vergogna delle proprie radici o si sente superiore delle culture altrui, l’umanità fa un passo indietro” Il
suo impegno politico,
sociale e sindacale è per promuovere azioni per la prevenzione
della discriminazione e la tutela della minoranze etniche degli
indios e dei meticci del Guatemala sua è la proposta di parlamenti
misti. Nel 1982 soffre l’esilio. Scrive di lei A. Perez Esquivel (Premio Nobel per la Pace) “Rigoberta Menchù esprime il sentimento di tutti i popoli dell’America nel loro cammino contrassegnato da sofferenze e persecuzioni, ma anche da un forte spirito di resistenza e dalla speranza di poter conseguire il rispetto dell’identità dei popoli (…). Essa reclama il diritto alla verità e alla giustizia, il diritto all’identità e alla vita delle culture e dei poppoli indigeni” Dal 1986 è membro del Consiglio dell’ONU per i diritti degli indios; nel 1992… 500 anni dopo la scoperta dell’America, a Stoccolma viene candidata al premio Nobel per la pace dall’argentino Adolfo Pérez Esquivel che riceverà il 10 diembre 1992 (Discorso della cerimonia del Nobel). attraverso il suo impegno l’ONU ha proclamato un decennio (1994-2004) di dibattito sui problemi degli indigeni e delle minoranze etniche la sua storia è raccontata nel libro di E. Burgos, Mi chiamo Rigoberta Menchù |