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MADRI BAMBINE"Gli uomini fanno
figli
per dimostrare
di essere uomini, ma sono solo maschi, machos".
Ines ha dieci anni, ma ha già le idee chiare. Per sua fortuna: forse così riuscirà a evitare la trappola delle gravidanze precoci, in cui tante ragazzine del suo paese, il Guatemala (e di tanti altri paesi dell'America centro-meridionale) rimangono incastrate. "Mia sorella aveva un boy friend, a lui piaceva l'idea di fare un figlio, e così adesso lei a 15 anni ha un bambino, ha dovuto lasciare la scuola, e naturalmente lui non l'aiuta, una volta fatto il figlio sembra che non gliene importi granché." Il problema dei matrimoni e delle gravidanze precoci ha dimensioni mondiali: se in Asia in media il 18% delle ragazze sotto i 15 anni è già sposato, la percentuale è di poco inferiore in Africa (16%), e relativamente elevata anche in America Latina (8%). E le ragazze tra i 15 e i 19 anni hanno una probabilità doppia di morire per cause legate al parto rispetto alla fascia d'età appena superiore; per le piccole al di sotto dei 15 anni, la probabilità di morte è quintupla. Delle 500.000 donne che ogni anno muoiono nel mondo per cause legate alla gravidanza e al parto, moltissime sono bambine - o appena adolescenti. Le conseguenze sono pesanti comunque, per le ragazzine, anche al di là del rischio sanitario. Soprattutto in quei paesi, come gran parte dell'America latina, dove il tradizionale "machismo" rende estremamente fragili le famiglie e le stesse coppie, lasciando il peso dei figli e del loro mantenimento tutto sulle spalle delle donne. Troppo grandi per giocare, troppo piccole per essere madri, queste adolescenti sono in gran parte condannate ad abbandonare la scuola e a condurre una vita difficile, fatta di lavori precari e ancor più precaria vita familiare. Molte di loro sopravvivono facendo lavori domestici, alcune finiscono nel giro della prostituzione, soprattutto nei paesi dell'area caraibica, tradizionali mete del turismo sessuale: Haiti, Santo Domingo, Cuba, Giamaica. I padri dei bambini quasi sempre scompaiono, o sono in ogni caso assenti, impegnati a riprodursi altrove. Il caso della Giamaica è esemplare: qui maschi e femmine si iscrivono a scuola nelle stesse percentuali, ma nella prima adolescenza moltissime ragazze abbandonano gli studi perché rimangono incinte; la Giamaica ha una percentuale di madri adolescenti tra le più alte del mondo. Nella maggior parte dei casi, al primo figlio di queste madri bambine ne seguono molti altri, riformando una di quelle fragilissime famiglie che non possono offrire ai ragazzi - e soprattutto alle ragazze - nessuna sicurezza sociale ed educativa. Eppure spezzare questo circolo vizioso è possibile: lo dimostra il lavoro condotto in Giamaica, con il sostegno dell'UNICEF, dalle organizzazioni di donne che lavorano per offrire un'alternativa concreta alle madri adolescenti. Nei centri di accoglienza le madri bambine possono trovare consulenza psicologica e assistenza, per aiutarle a non abbandonare la scuola e ad affrontare la maternità in modo positivo, per poter ricominciare ad avere fiducia in se stesse e nel futuro. Quasi tutte le madri adolescenti assistite in questi centri hanno continuato la scuola, e hanno costruito, da grandi, famiglie più stabili della media: anche se hanno avuto un bambino quando ancora giocavano con le bambole.... Come in Giamaica, in molti altri paesi dei Caraibi e dell'America centrale l'UNICEF lavora anche per questo: aiutare le donne e le ragazze a costruire e rafforzare centri e strutture di assistenza per le mamme bambine e per le adolescenti, creare forme di aiuto e di solidarietà tra donne che possano aiutare le bambine come Ines a evitare la trappola della maternità precoce. E che possano anche educare i bambini, i futuri uomini, a valori diversi, a essere uomini e padri responsabili, e non solo machos. Copyright © 1998 - UNICEF Italia
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