Epifania,
presentazione, manifestaizone... vogliamo ricordare questa festa -
celebrazione del mondo cristiano - con le delicate e ispirate parole di
Erri De Luca.
Cometa NEAT
[...] Sta sbiadendo la luce della stella,
il giorno viene strisciando da oriente
e scardina la notte.
I pastori contano le pecore
prima di spargerle sui pascoli.
Iosef sta sulla porta.
Ieshu, bambino mio,
ti presento il mondo. [...]
Erri De Luca, In nome della madre, ed. Feltrinelli, MI, 2007.
Approfondimenti
Per saperne di più sul Natale...
Auguri, alcune tradizioni, approccio interculturale alla festa del Natale, canzoni, filmato (in flash)... per sorridere e riflettere, la nascita di Gesù nei vangeli canonici, origine della festa del Natale, poesie, racconti, riflessioni sul Natale cristiano www.ariberti.it/scuola/irc/natale/
Brani scelti di un'intervista ad Erri De Luca condotta da insegnanti,
studenti o semplici lettori, nei locali del CRDP di Nizza. http://www.crdp-nice.net/videos/itv.php
Parole
provocatorie queste di Cesbron per ogni persona che è chiaamta (o si
trova) a lavorare con bambini/e, ragazzi/e, in quel difficile - a volte
improbo - lavoro che è l'educatore
Abbiamo
un amore in comune: il ragazzo e un lavoro mai finito. Quando si
condivide lo stesso amore, si può essere appassionati, ma non
settari... [...] la Speranza che fa correre i cani perduti per
dei giorni! La Speranza, che getta sulle strade i bambini abbandonati!
La Speranza, privilegio dei piccoli e dei poveri".
Proponiamo quello che appare come un testamento spirituale del grande scirttore colombiano.
Dio mio, se avessi un poco di vita
annaffierei con le mie lacrime le rose,
per sentire il dolore delle spine ed il bacio incarnato dei petali.
Dio mio, se avessi un cuore,
scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei
il sorgere del sole.
Non lascerei passare un solo giorno senza dire
alla gente che amo, che la amo.
Agli uomini dimostrerei quanto si sbagliano a pensare
che si smette di innamorarsi quando si invecchia,
senza sapere che si invecchia quando si smette di innamorarsi.
Ad un bambino darei ali, ma lascerei che imparasse
a volare da solo.
Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con il dimenticare.
Ho appreso che ognuno vuole vivere in cima alla montagna,
senza sapere che la vera felicità sta nel modo di salire la scarpata.
Ho appreso che un umo ha il diritto di guardarne un altro dall'alto al basso
soltanto quando deve aiutarlo ad alzarsi.
Ricordiamo anche noi la giornata della memoria (27 gennaio) con lo stralcio di una lettera di Edith Stein indirizzata a Papa Pio XI.
Edith Stein
Padre Santo!
Come figlia del popolo ebraico, che per grazia di Dio è da 11 anni
figlia della Chiesa cattolica, ardisco esprimere al padre della
cristianità ciò che preoccupa milioni di tedeschi. Da settimane
siamo spettatori, in Germania, di avvenimenti che comportano un totale
disprezzo della giustizia e dell'umanità, per non parlare dell'amore
del prossimo.
Per anni i capi del nazionalsocialismo hanno predicato l'odio contro
gli ebrei. Ora che hanno ottenuto il potere e hanno armato i loro
seguaci - tra i quali ci sono dei noti elementi criminali - raccolgono
il frutto dell'odio seminato.
Lettera inedita di Edith Stein a Pio XI - 12 aprile 1933
sulla persecuzione degli ebrei in Germania
Affidiamo
alle accorate, lucide e profetiche parole di Bonhoeffer, pastore e
teologo evangelico tedesco ed uno dei protagonisti della resistenza al
Nazismo, il desiderio di pace nel mondo.
Perciò
ancora una volta chiedo: come si avrà la pace? Chi è in grado di
rivolgere un'appello alla pace, in modo che il mondo l'ascolti, sia
costretto ad ascoltarlo? In modo che tutti i popoli debbano esserne
lieti? Il singolo cristiano non lo può; può certo far sentire una voce
quando tutti tacciono e fare una testimonianza, ma le potenze del mondo
possono passar oltre senza nemmeno una parola. Anche la singola Chiesa
può testimoniare e soffrire - almeno lo facesse! - ma anch'essa è
soffocata dalla forza dell'odio. Solo il grande e unitario congresso
ecumenico della Santa Chiesa di Cristo da tutto il mondo può dirlo in
modo tale che il mondo, sia pur digrignando i denti, debba accorgersi
della parola della pace, e che i popoli siano lieti per questa Chiesa
di Cristo che toglie di mano ai propri figli le armi in nome di Cristo,
impedisce loro la guerra e invoca la pace di Cristo sul mondo
impazzito.
Lasciamo
alle parole di Dostoevskij il compito di commentare provocatorimente i
recenti fatti di cronaca, la punta dell'iceberg di una società sempre
più anomica, senza "padri"...
Signori
della giuria, a che scopo esaminare più da vicino questa "disgrazia" e
ripetere quello che tutti sanno già! Che cosa ha trovato il mio
cliente, una volta giunto da suo padre? E perché dipingere il mio
cliente come un insensibile egoista, un mostro? Egli è sfrenato,
selvaggio, violento, e noi lo stiamo giudicando per questo, ma chi è
responsabile del suo destino, chi è responsabile del fatto che,
nonostante le buone inclinazioni e il suo nobile e sensibile cuore,
egli abbia ricevuto un'educazione così disdicevole? Qualcuno gli ha
forse insegnato il buon senso, gli ha illuminato la mente con lo
studio, lo ha amato, anche solo un pochino, nella sua infanzia? Il mio
cliente è cresciuto grazie alla protezione della Provvidenza, vale a
dire come una fiera selvaggia.
Fëdor Michajlovič Dostoevskij, I fratelli Karamàzov, XIII • Un adultero del pensiero
Quando l'ultimo albero sarà stato tagliato,
l'ultimo animale abbattuto,
l'ultimo pesce pescato,
l'ultimo fiume inquinato,
allora vi accorgerete che il denaro non si mangia.
Proponiamo con le parole dello psicoterapeuta Bert Hellinger il valore del ringraziamento.
Ringraziare veramente
Ringraziare
mi rende grande. Poiché se ringrazio, prendo come un dono ciò che
l’altro mi dà. Esso mi arricchisce perché lo prendo.
Allo
stesso tempo, ciò che prendo ringraziando non lo posso più perdere. Il
ringraziamento mi permette di serbarlo e di moltiplicarlo.
Ha l’effetto del sole e della pioggia calda su di una giovane piantina.
Essa prospera.
Il ringraziare collega. Ringraziando, le nostre relazioni prosperano.
Perché a chi ringrazia si dà volentieri.
In
contraccambio, quello che prende ringraziando diventa interiormente
ampio e non può far altro che dare a sua volta e donare ad altri ciò
che ha preso come un dono ringraziando.
Per
questo, il ringraziare rende ricco e felice non solo me, ma anche gli
altri. Chi ringrazia, apprezza ciò che gli viene donato, e in questo
modo apprezza anche quelli che gli fanno questo dono. In questo modo,
ringraziando divento grande sia io, sia ciò che mi viene dato e sia
quelli che danno.
Proponiamo per la festa della donna questa frase della regista indiana Deepa Metha (ricordiamo il suo bellissimo film "Water") per ricordarci che l'8 Marzo non sia solo una ricorrenza di routine o una festa commerciale...
Alla
fine di molte proiezioni di Water in tutto il mondo mi viene, spesso,
chiesto cosa si può fare per le vedove indiane. La mia risposta è
sempre la stessa: "l'India si occupa delle sue vedove indù, voi
occupatevi delle donne che vivono una sopraffazione nel vostro paese."
Il
9 marzo 1841 la Corte Suprema degli Stati Uniti sentenzia nel caso
Amistad, che gli africani che presero il controllo della nave erano
stati ridotti in schiavitù illegalmente. Lasciamo all'arguta ironia di
Quino il commento sul razzismo fenomeno purtroppo mai sopito...
La giornata del 21 marzo, primo giorno di primavera, è il momento che Libera dedica alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita nel nostro Paese per contrastare le mafie, vogliamo unirci anche noi a questa iniziativa
“Sono numeri terribili [personen uccise dalle mafie] e la maggior parte dei
familiari attende ancora di sapere la verita', su come sono stati ammazzati i propri cari”.
"E' quello che chiediamo alla politica e a chi ha ruoli di
responsabilità nelle istituzioni: verità e coerenza, trasparenza e
onestà. E soprattutto rispetto delle regole e primato dell'interesse
pubblico. Ne hanno bisogno i parenti delle vittime di mafia, perché il
sacrificio dei loro cari non sia stato inutile. Ne abbiamo bisogno
tutti".
Affidiamo
alle parole di David Maria Turoldo il compito di augurare una Buona
Pasqua. Parole, quelle del grande poeta-profeta friulano, che ricordano
a tutti noi il mistero di questa festa centro della vita cristiana, che
è il mistero della vita di ogni donna e uomo.
La resurrezione di Gesù, particolare, miniatura tratta dalle Ore Torino-Milano,
uno dei tre volumi in cui è diviso il manoscritto Très belles heures del duca di Berry, XV secolo,
Museo Civico d’Arte antica, Torino (Fonte Internet)
PASQUA UNICA SPERANZA
Così cerca di prolungarsi il pianto
nella notte, ma già il mattino sorge:
mistero d’amore è la nostra parabola.
Dov’è la vittoria della morte?
Un forte vento toglierà la pietra
anche dal nostro sepolcro.
Il futuro è già presente e viene incontro,
luce adorna come fiori le piaghe,
resurrezione ha nome il nostro giorno.
Proponiamo
questa riflessione tratta da I Barbari di Alessandro Baricco su ciò che
può essere difeso dalla mutazione (perdendolo) e ciò che invece può
essere difeso nella mutazione, inserendoci nel cambiamento.
Tema quanto mai attuale...
Un momento della manifestazione di ieri da parte dei residenti cinesi di via Paolo Sarpi, a Milano.
REUTERS/Alessandro Bianchi (ITALY) Fonte Internet
Non c'è mutazione che non sia governabile. Abbandonare il paradigma
dello scontro di civiltà e accettare l'idea di una mutazione in atto
non significa che si debba prendere quel che accade così com'è, senza
lasciarci l'orma del nostro passo. Quel che diventeremo continua a
esser figlio di ciò che vorremo diventare. Così diventa importante la
cura quotidiana, l'attenzione, il vigilare. Tanto inutile e grottesco è
il ristare impettito di tante muraglie avvitate su un confine che non
esiste, quanto utile sarebbe piuttosto un intelligente navigare nella
corrente, capace ancora di rotta, e di sapienza marinara. Non è il caso
di andare giù come sacchi di patate. Navigare, sarebbe il compito.
Detto in termini elementari, credo che si tratti di essere capaci di
decidere cosa, del mondo vecchio, vogliamo portare fino al mondo nuovo.
Cosa vogliamo che si mantenga intatto pur nell'incertezza di un viaggio
oscuro. I legami che non vogliamo spezzare, le radici che non vogliamo
perdere, le parole che vorremmo ancora sempre pronunciate, e le idee
che non vogliamo smettere di pensare. È un lavoro raffinato. Una cura.
Nella grande corrente, mettere in salvo ciò che ci è caro. È un gesto
difficile perché non significa, mai, metterlo in salvo dalla mutazione,
ma, sempre, nella mutazione. Perché ciò che si salverà non sarà mai
quel che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo
lasciato mutare, perché ridiventasse se stesso in un tempo nuovo.
Zoletto Davide, Straniero in classe. Una pedagogia dell'ospitalità
20 Aprile 2007
Commemoriamo la Festa della liberazione con la dedica incisa nel "Monumento al partigiano" di Giacomo Manzù
Giacomo Manzù, 5 gennaio 1977, "Monumento al partigiano" - Bergamo
«Partigiano
ti ho visto appeso
immobile.
Solo i capelli si muovevano
leggermente sulla tua fronte.
Era l'aria della sera
che sottilmente strisciava
nel silenzio
e ti accarezzava,
come avrei voluto fare io.»
Giacomo Manzù, 5 gennaio 1977,
dedica incisa nel "Monumento al partigiano"
Proponiamo una citazione del psicologo francese Pierre Janet sulla pesonalità umana.
La personalità è un'umana creazione artistica:
una creazione prodotta dagli esseri umani
con i significati a loro disposizione...
buoni, cattivi, incompleti, imperfetti.
Pierre Janet (1929)
Approfondimenti
Pierre Janet
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. (Francese)
MAGGIO
4 Maggio 2007
Ricordiamo
il 60 anniversario della morte di Antonio Gramsci (Ales, 22
gennaio 1891 – Roma, 27 aprile 1937) con una sua
riflessione sull'indifferenza, dai toni biblici, molto forte e quanto mai attuale.
Fonte web
Odio gli indifferenti. Credo che "vivere vuol dire essere partigiani".
Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare.
Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma
opera. È la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che
sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la
materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che
succede non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto
all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non
avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la
massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia
promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia
salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà
rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro
appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo
assenteismo. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano
oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: "se avessi anch'io fatto
il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio
consiglio, sarebbe successo ciò che è successo?" Ma nessuno o pochi si
fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non
aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini
che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel
tal bene si proponevano. Odio gli indifferenti anche perché mi dà noia
il loro piagnisteo di eterni innocenti.
Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
da La Città futura - Antonio Gramsci 1917, Einaudi
L'arte
più difficile, più entusiasmante, più necessaria, quantomai attuale in
una società che porta al lasciarsi vivere nelle parole ispierate di
Lucio Anneo Seneca.
Fonte web
“Non vi è arte più difficile del vivere. Per le altre arti e scienze, si possono trovare ovunque numerosi maestri.
Anche i giovani credono di poterle apprendere in qualche modo e di poterle insegnare agli altri.
A vivere si deve imparare attraverso l’intera vita; e, ma questo vi
stupirà ancor più, attraverso la vita si deve imparare a morire”
Proponiamo questa citazione dulla felicità di Theodor W.Adorno.
Fonte web
È per la felicità come per la verità: non la si ha, ma ci si è.
Felicità non è che l’essere circondati, l’«esser dentro», come un tempo
nel grembo della madre. Ecco, perché nessuno che sia felice può sapere
di esserlo. Per vedere la felicità, dovrebbe uscirne: e sarebbe come
chi è già nato. Chi dice di essere felice mente, in quanto evoca la
felicità, e pecca contro di essa. Fedele alla felicità è solo chi dice
di esser stato felice. Il solo rapporto della coscienza alla felicità è
la gratitudine: ed è ciò che costituisce la sua dignità incomparabile.
Il fanatismo: problema di ieri, di oggi, e di domani?
Fonte web
"Aizzare la tigre dei deserti ircani
contendere la preda al leone affamato
è meno rischioso che ridestare
il fuoco del selvaggio fanatismo"
Anonimo
Approfondimenti
GIUGNO
1 Giugno 2007
Proponiamo
una poesia significativa del poeta Corrado Govoni (attivo nel primo
cinquantennio del Novecento) dedicata al figlio morto nell'eccidio delle Fosse Ardeatine, in fondo la Repubblica 2 giugno) è passata attraverso queste pagine insanguinate della nostra storia:
Fonte web
"QUANTO POTE' DURARE..."
Quanto potè durare il tuo martirio
nelle sinistre Fosse Ardeatine
per mano del carnefice tedesco
ubriaco di ferocia e di viltà?
Come il lungo calvario di Gesù
seviziato, deriso e sputacchiato
nel suo ansante odor di sangue e d'anima
fosse durato, o un'ora o un sol minuto;
fu un tale peso pel tuo cuore umano,
che avrai sofferto, o figlio, e conosciuto
tutto il dolore del mondo in quel minuto.
Il giorno degli scomparsi
Il 30 agosto è la giornata mondiale indetta dall'Onu per ricordare i
desaparecidos, anche noi vogliamo ricordare e riflettere su questa
triste pagina, non ancora chiusa, della nostra storia.
Fonte web
Panchine
«Le panchine custodiscono tutti i nostri ricordi.
Quelli che raccontiamo spesso e quelli che ancora ci costa fatica tirare fuori.
Tutta la nostra lotta.
Sanno dei nostri figli tanto quanto noi.
Le panchine della piazza hanno vita, e quella vita gliela diamo noi».
una delle donne di Plaza de Mayo,
tratto da "Il cuore della scrittura"
L'UNESCO proclama oggi la giornata mondiale contro l'analfabetismo, ci
uniamo anche noi in questo momento di riflessione su una dei grossi
problemi a livello mondiale spesso unito al sottosviluppo.
Al principio fu il Verbo. Il Verbo che era Creazione. La sua
trasformazione nella parola scritta giunse quando per la prima volta fu
inciso su una pietra sotto forma di geroglifico o di ideogramma, o
tracciato su un papiro, e quando dalla pergamena trasmigrò alla stampa,
in Gutenberg. Quella fu la genesi successiva: la genesi
dell'alfabetizzazione, che fu ed è quella capacità miracolosa che gli
esseri umani soltanto possiedono all'interno del miracolo della
creazione. (Noi abbiamo escogitato gli strumenti per alzarci in volo.)
La
rubrica @ndando oltre vuole ricordare con le sue stesse parole un
grande testimone e martire del nostro tempo: Don Pino Puglisi ucciso
dalla mafia il giorno dle suo 56° compleanno.
Don Pino Puglisi
.
Città futura
Venti, sessanta, cento anni,la vita.
A che serve se sbagli direzione.
Se vivere significa essere chiusi nell'egoismo, pensare solo a sé
stessi, non alzare lo sguardo oltre i confini del proprio essere.
Ciò che importa è oltrepassare le frontiere,
per incontrarsi....in quelle terre di nessuno.
Per affermare la dignità,la giustizia.....
E non dimenticare che tutti,
ognuno con le proprie possibilità,
anche pagando di prima persona,
siamo i costruttori di un mondo nuovo.
Riportiamo
un lacerto tratto dal libro "Le città invisibili" di Italo Calvino che
speriamo possa illumininare questo ingarbubliato periodo storico
politico della nostra Italia
Fonte: web
Disse il Gran Khan: Tutto è inutile, se l'ultimo approdo non può essere
che la città infernale, ed è là in fondo che, in una spirale sempre più
stretta, ci risucchia la corrente.
Rispose
Marco Polo: L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è
uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che
formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo
riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al
punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e
apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in
mezzo all'inferno non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
La
dichiarazione congiunta dell'Alleanza dei monaci birmani e degli
Studenti della generazione del 1988 esordisce con una frase
straordinaria: “L'intera popolazione guidata dai monaci attua una
protesta pacifica per la liberazione dalle generali crisi politiche
economiche e sociali recitando la Metta Sutra”.
Pubblichiamo il testo integrale di questo sutra auspicando una
soluzione pacifica e un coinvolgimento di tutti gli uomini di buona
volontà in ogni parte del mondo... perché il loro non sia un marciare
invano.
Centinaia di monaci Buddisti e semplici cittadini birmani continuano il loro successivo
quarto giorno di proteste e marce lungo le strade allagate di Rangoon.
(Photo: A Civilian Journalist, 21 settembre 2007)
Fonte: http://www.mizzima.com/index.htm
METTA – SUTRA
Discorso sulla benevolenza universale
Così dovrebbe agire chi pratica il bene
e conosce il sentiero della pace:
essere abile e retto,
schietto nel parlare, gentile e umile,
dalla vita frugale, non gravato da impegni,
sereno, soddisfatto con poco,
calmo e discreto,
non altero o esigente.
E non fare ciò che i saggi disapprovano.
Che tutti gli esseri vivano felici e sicuri,
tutti, chiunque essi siano:
deboli o forti,
lunghi o possenti,
alti, medi o minuscoli,
visibili e non visibili,
vicini e lontani,
già nati o ancora non nati.
Che tutte le creature siano felici!
Che nessuno inganni l’altro,
né lo disprezzi,
né con odio o ira
desideri il suo male.
Come una madre con la sua vita
Protegge suo figlio, il suo unico figlio
così con cuore aperto
si abbia cura di ogni essere,
irradiando benevolenza sull’universo intero,
in alto verso il cielo, in basso verso gli abissi,
in ogni luogo senza limitazioni,
liberi da odio e rancore.
Fermi o camminando, seduti o distesi,
sempre quando si è svegli,
mantenere desta questa consapevolezza:
tale è la sublime dimora.
Il puro di cuore, non legato ad opinioni,
dotato di chiara visione,
liberato da brame sensuali,
di certo non tornerà a nascere in questo mondo.
Più
che mai dopo le recenti e tuttora in corso persecuzioni in Birmania,
verso civili che con la nonviolenza volevano manifestare le loro
ragioni e la loro sete di liberta giustizia e democrazia, è attuale la giornata della non violenza indetta dall'ONU per il 2 ottobre.
Fonte: web
“Per una scodella d'acqua,
rendi un pasto abbondante;
per un saluto gentile,
prostrati a terra con zelo;
per un semplice soldo,
ripaga con oro;
se ti salvano la vita,
non risparmiare la tua.
Così parole e azione del saggio riverisci;
per ogni piccolo servizio,
dà un compenso dieci volte maggiore:
Chi è davvero nobile,
conosce tutti come uno solo
e rende con gioia bene per male”.
(M.K.Gandhi, L Arte di Vivere, EMI, Bologna, 1992, p.90).
Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica
volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse
medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un
pubblico assassinio.
Con la traduzione del termine Ubuntu,
parola scelta per una famosa distribuzione Linux vorremmo ricordare
come anche con il software possiamo relazionarci agli altri in modo più
autentico.
Fonte: web
"io sono cio che sono per merito di cio' che siamo tutti"
Approfondimenti
Open source (termine inglese che significa sorgente aperta)
indica un software rilasciato con un tipo di licenza per la quale il
codice sorgente e lasciato alla disponibilita di eventuali
sviluppatori, in modo che con la collaborazione (in genere libera e
spontanea) il prodotto finale possa raggiungere una complessita
maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di
programmazione.
Secondo Richard Stallman e la Free Software Foundation da lui fondata, un software per poter essere definito libero deve garantire quattro "libertà fondamentali":
Liberta' di eseguire il programma per qualsiasi scopo (chiamata "liberta 0")
Liberta' di studiare il programma e modificarlo ("liberta 1")
Liberta' di copiare il programma in modo da aiutare il prossimo ("liberta 2")
Liberta' di migliorare il programma e di distribuirne pubblicamente i miglioramenti, in modo tale che
tutta la comunita ne tragga beneficio ("liberta 3")
Il
10 dicembre 1948 l’Assemblea delle Nazioni Unite adottava e proclamava
la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Da allora il
riconoscimento dell’altro nelrispetto dei propri diritti è diventato un
imperativo morale per il singolo e per la società intera.
“Sappi che ogni faccia è un miracolo. È unica. Non potrai mai trovare due facce assolutamente identiche. Non hanno importanza bellezza o bruttezza: sono cose relative. Ogni faccia è simbolo della vita, e ogni vita merita rispetto. Nessuno ha il diritto di umiliare un’altra persona. Ciascuno ha diritto alla sua dignità. Con il rispetto di ciascuno si rende omaggio alla vita in tutto ciò che ha di bello, di meraviglioso, di diverso e di inatteso. Si dà testimonianza del rispetto per se stessi trattando gli altri con dignità”. E senza questo riconoscimento dell’altro e della sua inviolabile dignità, non trovano fondamento libertà, giustizia e pace; anche se la dignità non ha altra forma e consistenza se non quella che libertà, giustizia e pace possono dare. L’una e le altre sono alla ricerca di una sintesi. Ma proprio la ricerca continua della sintesi dà forma alla nostra umanità che è rispettata solo se l’altro non è violato. Tahar Ben Jelloun, Il razzismo spiegato a mia figlia.
Le
vibranti parole di Cesare Pavese, il toccante e 'forte' video regia di
Andrea Galli: testo, musica, immagini per aiutarci a non dimenticare,
per riflettere...
Fonte:
Video dedicato alle
vittime del genocidio di Darfur.
Prodotto da nuoviautori.org, regia Andrea Galli
Verrà
la morte e avrà i tuoi occhi.
Questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera,
insonne,
sorda,
come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo.
I tuoi occhi saranno una vana parola,
un grido taciuto,
un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola
ti pieghi nello specchio.
Oh cara speranza !
Quel giorno sapremo anche noi che sei la vita,
e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Le
voci dei pastori stanno cercando l'alba. Fuori c'è una città che si
chiama Bet Lèhem, Casa di Pane. Tu sei nato qui, su una terra fornaia.
Tu sei pasta cresciuta in me senza lievito d'uomo. Ti tocco e porto al
naso il tuo profumo di pane della festa, quello che si porta al tempio
e si offre.
Erri De Luca, In nome della madre, ed.Feltrinelli, 2006, p. 70.
Approfondimenti
Per saperne di più sul Natale...
Auguri, alcune tradizioni, approccio interculturale alla festa del Natale, canzoni, filmato (in flash)... per sorridere e riflettere, la nascita di Gesù nei vangeli canonici, origine della festa del Natale, poesie, racconti, riflessioni sul Natale cristiano www.ariberti.it/scuola/irc/natale/
Brani scelti di un'intervista ad Erri De Luca condotta da insegnanti,
studenti o semplici lettori, nei locali del CRDP di Nizza. http://www.crdp-nice.net/videos/itv.php
Le parole di David Maria Turoldo siano un augurio per un 2008 che sappia offrire a tutti gli uomini speranza...
Fonte: web
Anima mia canta e cammina, anche tu o fedele di chissà quale fede oppure tu uomo di nessuna fede camminiamo insieme e l'arida valle si metterà a fiorire. Qualcuno, Colui che tutti cerchiamo ci camminerà accanto.