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2006
GENNAIO
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DICEMBRE
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GENNAIO
6 gennaio 2006
Apriamo il nuovo anno accogliendo nella
nostra rubrica l’accorata riflessione di Martin Luther King
sull’autentico impegno per la pace.

Assemblea Generale dell’ONU
Fate l'appello di quelli che cantano
le allegre novelle della pace e sarete sorpresi
dal numero dei presenti.
I capi di tutte le nazioni
rivolgono ad alta voce appelli di pace,
tuttavia vanno al tavolo della pace
accompagnati da bande di briganti
che recano spade sguainate.
Le tappe della storia sono piene dei canti
e dei cori degli antichi conquistatori
che uccisero per raggiungere la pace.
Alessandro, Gengis Khan, Giulio Cesare,
Carlomagno, Napoleone, Hitler...
Noi oggi possiamo ancora scegliere
tra la coesistenza non-violenta
e l'annientamento violento.
Questa può essere l'ultima opportunità
offerta al genere umano di scegliere
fra il caos e la comunità.
Martin Luther King
Approfondimenti
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13 gennaio 2006
Dalla penna di Ivo Andrić, premio nobel per la letteratura, proviene la seguente, toccante preghiera di auspicio alla pace

Ivo Andrić e il ponte sulla Drina
Dio dei cieli che regni su di noi e
che tutto conosci, per carità, volgi il tuo sguardo su questa
montagnosa terra di Bosnia e su di noi che ha partorito e che mangiamo
il suo pane. Dacci ciò che giorno e notte, ognuno a suo modo, ti
chiediamo: dona la pace ai nostri cuori e l’armonia alle nostre
città. Basta con il sangue e con i fuochi di guerra. Del pane
della pace abbiamo bisogno!
IVO ANDRIĆ, Nella via di Danilo Ilić, Sarajevo, 1926
Approfondimenti
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20 gennaio 2006
La consapevolezza della innaturalità della guerra è
antica, ma ancora una volta non siamo riusciti ad educarci attraverso
la storia.

Sarajevo, padre piange sulla tomba del figlio
Nessuno è così pazzo da preferire la guerra alla pace:
in tempo di pace
i figli seppelliscono i padri
invece in tempo di guerra
i padri seppelliscono i figli.
Erodoto, V sec a.C.
Approfondimenti
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27 gennaio 2006
La cultura tedesca non ha partorito solo l’aberrazione del
nazismo, ma anche lo slancio ideologico ed eroico dei giovani della
“Rosa bianca”

Hans Scholl (sinistra), Sophie Scholl (centro), and Christoph Probst (destra),
leaders della White Rose. Monaco, Germania, 1942.
Non c’è nulla di
più indegno per una nazione civilizzata che lasciarsi
“governare” senza alcuna opposizione da una cricca di
irresponsabili dominati dai propri istinti. Certamente ogni onesto
tedesco oggi si vergogna del suo governo.
Chi tra di noi riesce a concepire le dimensioni dell’infamia che
un giorno cadrà su di noi e sui nostri figli quando dai nostri
occhi cadrà il velo e il più orribile dei crimini -
crimini che infinitamente hanno superato ogni umana misura -
sarà dinanzi a tutti alla luce del sole?
Dal Primo volantino della rosa bianca
Approfondimenti
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FEBBRAIO
3 febbraio 2006
Ricordiamo la nascita di Sante de Santis (7 febbraio 1862), cui va il
merito di aver introdotto in Italia la neuropsichiatria infantile.

Convenzione sui diritti dell'infanzia
Articolo 24
1. Gli Stati parti riconoscono il diritto del minore di godere del miglior stato di salute
possibile e di beneficiare di servizi medici e di riabilitazione. Essi si sforzano di garantire
che nessun minore sia privato del diritto di avere accesso a tali servizi.
Approfondimenti
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10 febbraio 2006
Siamo legittimati nel
riconoscere che la poesia di Antonia Pozzi (nata a Milano il 13
febbraio 1912 e morta suicida il 3 dicembre 1938) abbia avuto la sua
vittoria sul tempo, come aveva profetizzato Eugenio Montale…
(Alessandra Cenni)

Se le mie parole potessero
essere offerte a qualcuno
questa pagina
porterebbe il tuo nome.
Antonia Pozzi
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17 febbraio 2006
La cultura dei popoli
nativi americani sopravvive al genocidio subito nella saggezza dei loro
insegnamenti: Geronimo, capo della tribù Apache Goyathlay,
moriva nella giornata di oggi di 97 anni fa (16 giugno 1829 –17
febbraio 1909).

Un anziano nativo americano Cherokee stava insegnando ai suoi nipoti della vita.
Disse loro: "Una battaglia sta avendo luogo in me. E' una terribile
battaglia, ed è tra due lupi. Un lupo rappresenta paura, rabbia,
invidia, dolore, rimorso, avidità, arroganza,
autocommiserazione, colpa, risentimento, inferiorità, bugie,
orgoglio e superiorità. L'altro lupo si batte per [cose come]
gioia, pace, amore, speranza, condivisione, serenità,
umiltà, gentilezza, benevolenza, amicizia, empatia,
generosità, verità, compassione e fede. Questa stessa
battaglia sta avendo luogo in voi e pure in ogni altra persona. I
bambini ci pensarono per un minuto e poi un fanciullo chiese a suo
nonno, "Quale lupo vincerà?"
L'anziano Cherokee rispose semplicemente:
"Quello a cui darò da mangiare".
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24 febbraio 2006
La stagione più fragile dell’uomo è finemente ritratta da Attilio Bertolucci nei seguenti versi

Come pesa la neve su questi rami
Come pesa la neve su questi rami
Come pesano gli anni sulle spalle che ami.
L’inverno è la stagione più cara,
nelle sue luci mi sei venuta incontro
da un sonno pomeridiano, un’amara
ciocca di capelli sugli occhi.
Gli anni della giovinezza sono anni lontani
Da A.Bertolucci, La capanna indiana, Garzanti
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MARZO
8 marzo giornata della donna
Donne sfigurate, aborto selettivo e infanticidio femminile in oriente sessualità negata…
ancora oggi essere donna è un’esistenza negata. Con
l’auspicio che il mondo possa riservare alla donna gli stessi
poetici pensieri di Alda Merini.

Stupenda
immacolata fortuna
per te tutte le culture del
regno
si sono aperte
e tu sei diventata la
regina
delle nostre ombre
per te gli uomini
hanno preso
innumerevoli voli
creato l’alveare del
pensiero
per te donna è sorto
il mormorio dell’acqua
unica grazia
e tremi per i tuoi
incantesimi
che sono nelle tue mani
e tu hai un sogno
per ogni estate
un figlio per ogni pianto
un sospetto d’amore
per ogni capello
ora sei donna
tutto un
perdono
e così come ti abita
il pensiero divino
fiorirà in segreto
attorniato
dalla tua grazia
Alda Merini
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10 marzo
Delicata antropomorfizzazione del vento nei versi, scelti per voi, di Rainer Maria Rilke.

Nel colmo della notte, a volte, accade
che si risvegli, come un bimbo, il vento.
Solo, pian piano, vien per il sentiero,
penetra nel villaggio addormentato.
Striscia guardingo, sino alla fontana;
poi si sofferma, tacito in ascolto.
Pallide stan tutte le case intorno,
tutte le querce - mute
Rainer Maria Rilke, Risveglio del vento
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17 marzo
Dedichiamo alla figura paterna la pregnante riflessione poetica di Rudyard Kipling

SE (IF)
di
Rudyard Kipling
Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti
la perdono intorno a te, dandone a te la colpa;
se riuscirai ad aver fede in te quando tutti dubitano,
e mettendo in conto anche il loro dubitare;
se riuscirai ad attendere senza stancarti nell'attesa,
se, calunniato, non perderai tempo con le calunnie,
o se, odiato, non ti farai prendere dall'odio,
senza apparir però troppo buono o troppo saggio;
se riuscirai a sognare senza che il sogno sia il padrone;
se riuscirai a pensare senza che pensare sia il tuo scopo,
se riuscirai ad affrontare il successo e l'insuccesso
trattando quei due impostori allo stesso modo;
se riuscirai a riascoltare la verità da te espressa
distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;
se riuscirai ad ammucchiare tutte le tue vincite
e a giocartele in un sol colpo a testa-e-croce,
e a perdere ed a ricominciar tutto daccapo,
senza mai fiatare e dir nulla delle perdite;
se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,
e a tener duro quando niente più resta in te
tranne la volontà che ingiunge: «Tieni duro!»;
se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù,
o a passeggiar coi re e non perdere il tuo fare ordinario;
se né i nemici né i cari amici riusciranno a colpirti,
se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;
se riuscirai a riempire l'attimo inesorabile
e a dar valore ad ognuno dei suoi sessanta secondi,
il mondo sarà tuo allora, con quanto contiene,
e - quel che è più - tu sarai un Uomo, ragazzo mio!
Da: Rudyard Kipling, Poesie, a cura di T.Pisanti, Milano 1995
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24 marzo
Nella giornata dedicata all’acqua proponiamo i versi di antica saggezza francescana tratti dal Cantico
[...] Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta. [...]
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24 marzo
Il 7 aprile 1939 l’Italia fascista occupa militarmente l’Albania.
I nostri trascorsi imperial-colonialisti attendono ancora un approfondimento storico adeguato

Gli studi sul
colonialismo italiano sfatano il mito, caro ai nostalgici più
irriducibili, che il colonialismo italiano sia stato
“diverso”, cioè più umano, più
illuminato, più tollerante degli altri colonialismi coevi.
Angelo Del Boca
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APRILE
07 aprile
Ricordiamo
l’anniversario di Philippe Pinel medico francese che
liberò dalle catene i pazienti psichiatrici degli ospedali
parigini
L'altra verità
a Simona e Giulia
Ai tempi dell'inutile prigione
io amai un mio compagno,
un poveraccio senza santità.
E così da questo amore infelice
sei nata tu,
fiore del mio pensiero.
Nessuno in manicomio ha mai dato un bacio
se non al muro che lo opprimeva
e questo vuol dire che la santità
è di tutti, come di tutti è l'amore.
Alda Merini, Clinica dell'abbandono
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AUGURI DI BUONA PASQUA
Auguriamo a tutti una Buona Pasqua con le parole tratte da una bellissima lettera di don Tonino
sulla Pasqua nella quale veniamo richiamati ad un atteggiamento
profondamente autentico, un invito ad andare oltre un certo «uso
intimistico» della croce...

Crocifissione di Matthias Grünewald, Musée d'Unterlinden, Colmar
Se è vero che
ogni cristiano deve accogliere la sua croce, ma deve anche schiodare
tutti coloro che vi sono appesi, noi oggi siamo chiamati a un compito
dalla portata storica senza precedenti: «Sciogliere le catene
inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli
oppressi» (Isaia 58,6).
Pertanto, non solo dobbiamo lasciare il «belvedere» delle
nostre contemplazioni panoramiche e correre in aiuto del fratello che
geme sotto la sua croce personale, ma dobbiamo anche individuare, con
coraggio e intelligenza, le botteghe dove si fabbricano le croci
collettive.
Antonio Bello, Il panorama del calvario, in Alla finestra la speranza, ed. Paoline, MI, 1988, p. 58.
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21 aprile 2006
Le parole dello scrittore bosniaco sulla
distruzione della bibliotea di Sarajevo ci richiamano alle barbarie
della guerra e ad uno dei suoi aspetti: l'indiffferenza.

Biblioteca di Sarajevo, libri bruciati nel rogo dell'agosto 1992
Non ha senso proibire al fuoco di ingoiare ciò che l'umana indifferenza ha già ingoiato.
Lo splendore di Parigi o di Londra non è che un alibi per i
criminali grazie ai quali Varsavia, Dresda, Vukovar e Sarajevo non
esistono più. O se esistono, ci vive della gente che nella
più grande epoca di pace si predispone all'evacucaizone,
già pronta a dire addio ai propri libri. [...]
Accarezza dolcemente i tuoi libri, straniero. E ricorda che sono polvere.
Miljenko Jergovic, Le Marlboro di Sarajevo, ed. Libri Scheiwiller, Milano, 2005, p. 122-123 .
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28 aprile 2006
Vogliamo anche noi ricordare il dramma del
disastro nucleare di Cernobyl con il monito del premio nobel per la
fisica Alebrt Einstein.
La scienza non
può stabilire dei fini e tanto meno inculcarli negli esseri
umani; la scienza, al più, può fornire i mezzi con i
quali raggiungere certi fini. Ma i fini stessi sono concepiti da
persone con alti ideali etici.
Albert Einstein
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MAGGIO
12 maggio 2006
Vogliamo proporre per la festa della mamma questa vibrante e intima riflessione dedicata alla madre che Rossana Rossanda ci offre nel suo ultimo libro.

Se la incontrassi sarebbe
tanto più giovane di me. In sogno la ritrovo spesso, ma sempre
io sono senza età e lei ha vent'anni più di me. Ora che
ogni strazio è spento, vorrei ritrovarla come l'ho lasciata
prima che perdesse coscienza, ci sederemmo vicine, saremmo stanche
tutte e due e avremmo molte domande da farci. Una madre e una figlia
sanno poco l'una dell'altra, per difesa e affetto e pena.
Ora sarei più grande, potrei prenderla in braccio, averla partorita.
Rossana Rossanda, La ragazza del secolo scorso, ed Einaudi
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26 maggio 2006
Proponiamo un testo di Jean-Marie Muller sulla contaminazione religione violenza quanto mai - purtroppo - attuale.

La benedizione degli assassini di Srebrenica
«Quando la religione
ha benedetto la violenza, la violenza non è diventata sacra, ma
la religione è diventata sacrilega.
La religione ne è uscita profondamente infangata, ma doveva
essere già infangata per patteggiare con la violenza».
Jean-Marie Muller, Il principio nonviolenza. Una filosofia della pace (Ed. Plus, Pisa University Press 2004, p. 170).
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GIUGNO
02 giugno 2006
Ricordiamo la Festa della giornata dedicata alla Repubblica con la riflessione di Calamandrei

«Se voi
volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra
Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle
carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati,
dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e
la dignità. Andate lì, o giovani, col pensiero,
perché lì è nata la nostra Costituzione».
P.Calamandrei
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GIUGNO
09 giugno 2006
La rubrica @ndando oltre
propone questa settimana, fine delle lezioni scolastiche, una profonda
e profetica riflessione di P. P. Pasolini.
E' un monito severo per tutti gli "educatori" del mondo scolastico.

L'Italia sta
marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità,
incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in
qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il
fascismo.
Pier Paolo Pasolini, Vie Nuove n. 36, 6 settembre 1962
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16 giugno 2006
La rubrica @ndando oltre
propone questa settimana la strofa di una nota canzone dei Rolling
Stones: Ruby Tuesday trovata per caso tra le righe di un stupendo libro
di Arundhati Roy: Il dio delle piccole cose...
SETTEMBRE
Theres no time to lose,
I heard her say
Catch your dreams before
they slip away
Dying all the time
Lose your dreams and you
Will lose your mind. [...]
Non c'é tempo da perdere,
l'ho sentita dire
prendi i tuoi sogni prima
che scivolino via, lontano
e muoiano
Se perdi i tuoi sogni
perderai la testa [...]
Ruby Tuesday , Rolling Stones
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23 giugno 2006
Proponiamo questa riflessione di Platone valida e più che mai attuale.

Platone e discepoli, opera musiva romana
Può sopravvivere e non essere sovvertita
una città in cui si fa quanto possibile per distruggere le leggi
una città in cui le sentenze non hanno efficacia
e possono essere invalidate e annullate da privati cittadini?
Platone - IL CRITONE - v secolo a.C.
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30 giugno 2006
Con questa poesia del poeta
di origine turche Nazim Hikmet metafora del viaggio che è
l'esistenza umana la rubrica augura a tutti buone vacanze e dà
appuntamento ai lettori per venerdì 1 settembre 2006

SE UN VIAGGIO
Apriamo le porte
chiudiamo le porte
passiamo le porte
e alla mèta dell' unico viaggio
né città
né porto.
Il treno deraglia
la nave naufraga
l' aereo s' abbatte
un biglietto è stampato sul ghiaccio.
Se potessi
ricominciare o no questo viaggio
ricomincerei.
NAZIM HICKMET (1902-1963)
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SETTEMBRE
1 settembre 2006
2 settembre resa finale ed ufficiale dell'Impero giapponese.
La rubrica riprende con il lamento (placca esposta al Peace
Memoria/Park di Nagasaki) di una bambina di 9 anni dopo lo scoppio
della bomba atomica Nagasaki il 6 Agosto 1945.
Ogni guerra, ogni genocidio, ogni sterminio di massa, ogni campo di
concentramento, ogni attacco «preventivo» a là Harry
Truman rimane cieco nel perseguire il suo scopo, sordo ad ogni
perché, impastato di ideologie che mascherano solo
volontà di possesso, inutili predomini economici o politici,
scoperte scientifiche pericolose, illusioni e incubi da conquistatori
senza più mete...
(Tosolini Tiziano, Controstorie dal Giappone, Nagasaki, 6 agosto 2005, Asian Study Center, p.124)
Avevo una sete insopportabile.
Qualcosa di oleoso galleggiava sulla superficie dell' acqua.
Ero così assetata che bevvi quell'acqua così com'era.
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8 settembre 2006
Con l'immagine della luce proposta da questo aforisma di Tolstoj vogliamo augurare a tutti, alunni/e, genitori, insegnanti un buon inizio di anno scolastico

Quadro di Umberto Gamba
Come un lume ne accende un'altro,
e così si accendono migliaia di lumi,
così un cuore ne accende un altro,
e così si accendono migliaia di cuori
Tolstoj
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15 settembre 2006
La rubrica @ndando oltre vuole ricordare con le parole di Don Ciotti un
grande testimone e martire del nostro tempo: Don Pino Puglisi ucciso
dalla mafia il giorno dle suo 56° compleanno.

Don Pino Puglisi
La parabola di don Pino
"Entrato nella città di Gerico, Gesù la stava attraversando" (Lc 19, 1).
Gesù percorreva quelle strade attento non soltanto a incontrare
la folla che gli era attorno, ma anche chi, a causa della ressa, non
riusciva a vederlo: Zaccheo. Un Gesù che attraversa le strade
del suo tempo è, probabilmente, il più bel ricordo di don
Giuseppe Puglisi ucciso a Palermo esattamente un anno fa, nel giorno
del suo compleanno.
Lo hanno ucciso in "strada". Dove viveva, dove incontrava i "piccoli",
gli adulti, gli anziani, quanti avevano bisogno di aiuto e quanti, con
la propria condotta, si rendevano responsabili di illegalità,
soprusi e violenze. Probabilmente per questo lo hanno ucciso:
perché un modo così radicale di abitare la "strada" e di
esercitare il ministero del parroco è scomodo. Lo hanno ucciso
nell'illusione di spegnere una presenza fatta di ascolto, di denuncia,
di condivisione.
Ricordare quel momento significa non soltanto "celebrare", ma prima di
tutto alzare lo sguardo, far nostro l'impegno di don Giuseppe,
raccogliere quell'eredità con la stessa determinazione, con
identica passione e uguale umiltà.
Cosa ci ha consegnato don Giuseppe? Innanzitutto il suo modo di intendere e di vivere la parrocchia, di essere parroco.
Non ha pensato, infatti, la parrocchia unicamente come la "sua"
comunità di fedeli, come comunità di credenti slegata dal
contesto storico e geografico in cui è inserita. L'ha vissuta,
prima di tutto, come territorio, cioè come persone chiamate a
condividere uno spazio, dei tempi e dei luoghi di vita. Per partecipare
alla vita di chi gli era vicino ha accettato di percorrere e
ripercorrere le strade del rione Brancaccio. Ha vissuto la strada
-quella strada che Gesù ha fatto sua- come luogo di
povertà, di bisogni, di linguaggi, di relazioni e di domande in
continua trasformazione. L'ha abitata così e ha tentato, a ogni
costo, di restarvi fedele. In altre parole, ha incarnato pienamente la
povertà, la fatica, la libertà e la gioia del vivere,
come preti, in parrocchia. Con la sua testimonianza don Pino ci sprona
a sostenere quanti vivono questa stessa realtà con impegno e
silenzio. Non il silenzio di chi rinuncia a parlare e denunciare, ma
quello di chi, per la scelta dello "stare" nel suo territorio, rifiuta
le passerelle o gli inutili proclami. "Beati i perseguitati a causa
della giustizia perché di essi è il Regno dei cieli" (Mt
5, 10). Anche questo ci ha consegnato don Giuseppe: una grande passione
per la giustizia, una direzione e un senso per il nostro essere Chiesa
e soprattutto un invito per le nostre parrocchie ad alzare lo sguardo,
a dotarsi di strumenti adeguati e incisivi per perseguire quella
giustizia e quella legalità che tutti, a parole, desideriamo.
Per questo don Giuseppe è morto: perché con
l'ostinata volontà del cercare giustizia è andato oltre i
confini della sua stessa comunità di credenti. "Entrato in casa
di uno dei capi dei farisei, Gesù..." (Lc 14, 1). Ecco un
altro aspetto ricco di significati. Al di là dei princìpi
o delle roboanti dichiarazioni ciò che conta è la
capacità di viverli e di praticarli nella quotidianità.
Don Puglisi non è stato ucciso perché dal pulpito della
sua chiesa annunciava princìpi astratti, ma perché ha
voluto uscire dalla loro genericità per testimoniarli nella vita
quotidiana, dove le relazioni e i problemi assumono la dimensione
più vera. Tre dimensioni, tre consegne e tre aspetti che rendono
questa ricorrenza estremamente ricca e significativa. Tre messaggi
perché le nostre parrocchie e quanti in esse lavorano possano
essere sostenuti con gli strumenti necessari.
[Questo testo
è apparso dapprima nel quotidiano "Avvenire" il 15 settembre
1994, poi è stato ristampato in Luigi Ciotti, Persone, non
problemi, Edizioni Gruppo Abele, Torino 1994, pp. 72-73.
Approfondimenti
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22 settembre 2006
Domenica 24 settembre
inizia il mese del Ramadan. In questi giorni di forti e vibranti
polemiche la rubrica @ndando oltre ripropone le parole ispirate del
Concilio Vaticano II guida per ogni cristiano cattolico.

Simbolo religoiso dell'Islam
La religione musulmana
3. La Chiesa guarda
anche con stima i musulmani che adorano l'unico Dio, vivente e
sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della
terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con
tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è
sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si
riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo
venerano tuttavia come profeta; onorano la sua madre vergine, Maria, e
talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno
del giudizio, quando Dio retribuirà tutti gli uomini
risuscitati. Così pure hanno in stima la vita morale e rendono
culto a Dio, soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno.
Se, nel corso dei
secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e
musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a
esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a
difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia
sociale, i valori morali, la pace e la libertà."
Nostra Aetate n°3
Approfondimenti
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29 settembre 2006
Con le parole di Gianni Rodari vogliamo ribadire il nostro convincimento nell'importanza dell'amicizia... senza frontiere.

Dice un proverbio dei tempi andati:
«Meglio soli che male accompagnati».
Io ne so uno più bello assai:
«In compagnia lontano vai».
Dice un proverbio, chissà perché:
«Chi fa da sé fa per tre».
Da quest’orecchio io non ci sento:
«Chi ha cento amici fa per cento».
Dice un proverbio con la muffa:
«Chi sta solo non fa baruffa».
Questa, io dico, è una bugia:
«Se siamo in tanti, si fa allegria».
Gianni Rodari
Approfondimenti
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OTTOBRE
06 ottobre 2006
Il 6 ottobre 1938 il Gran
Consiglio del Fascismo promulga la Dichiarazione sulla Razza uno dei
principali documenti che costituiscono l'insieme delle cosiddette leggi
razziali. Ricordiamo questa triste e vergognosa pagina della nostra
storia con le parole di Primo Levi memoria e monito per tutti noi.

Illustrazione tratta da "La difesa della razza"
A molti, individui
o popoli, può accadere di ritenere, più o meno
consapevolmente, che «ogni straniero è nemico». Per
lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come
infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e
non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo
avviene, [...], allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso
è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue
conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione
sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di
distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di
pericolo.
PRIMO LEVI, Se questo è un uomo - La tregua,
ed. Einaudi Tascabili, 1989, p. 9
Approfondimenti
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13 ottobre 2006
La rubrica @ndando oltre
propone uno stralcio dello splendido, delicato ed emozionante libro di
Antonio Ferrara. La forza della parola, del dialogo, dell'incontro
oltre la violenza, la paura, l'intolleranza, la morte...

Illustrazione tratta dal libro di Antonio Ferrara COME I PINI DI RAMALLAH
Io
penso che parlare con un nemico sia più difficile, e richiede
più coraggio, che prendere un revolver e sparargli. Non ci vuole
niente a prendere un ragazizno e a convinerlo a fare il kamikaze. Ci
vogliono anni, invece, per insegnargli a parlare con il nemico.
[...] Ecco la soluzione: la parola. La parola avvicina quello che
è lontano. Con la parola puoi deviare il corso del destino,
curare tutte le ferite. Conoscere il nome del vento che sta asciugando
il bucato. Mosè era balbuziente, ma Dio sciolse la sua lingua. E
la parola che ha il potere di trasformare il mondo. Dio ha creato il
mondo con la parola. La parola più magica di tutte è una
parola ebraica: Abracadabra. Ecco, questa sì che mi sembra un
parola potente, la parola che mi piace di più. Con questa parola
anche chi non sa parlare può fare magie. "Mentre parlo creo",
significa. Creo con le parole. Abracadabra.
Antonio Ferrara, COME I PINI DI RAMALLAH, ed. Fatatrac, Firenze, 2003, p. 10, p.62
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20 ottobre 2006
La rubrica @ndando oltre vuol far conoscere l'opera di Miloud Oukili, un clown tra i ragazzi di strada di Bucarest.

“Quando ho
conosciuto Miloud, credevo che la cosa più importante fosse
riconquistare una vita normale. Mi sbagliavo, ma l'ho capito solo
qualche anno dopo; la cosa che veramente conta, la più
difficile, è vivere normalmente senza stupirsene. Dormire in un
letto, mangiare in un piatto, avere un bagno per lavarsi: solo quando
tutto questo ti sembra naturale, puoi davvero ripartire.”
Rivaroli, Alberto,
Buongiorno, buonasera, ti voglio bene, ed. Fabbri, 2006.
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27 ottobre 2006
Marc Chagall introduce il tema della morte nel breve componimento che diamo di seguito .

Marc Chagall, I cancelli del cimitero
1917, olio su tela, collezione privata.
Un giorno, io lo so,
mi accoglierai
e della morte svanirà il ricordo
ma non l'amore,
e della vita svanirà il mistero
ma non l'incanto.
Ed al compagno delle mie paure
potrò mostrare finalmente quanto
- segretamente - io desideravo
che mi fosse accanto
nel giorno della Tua rivelazione.
Marc Chagall
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NOVEMBRE
3 novembre 2006
Ricordiamo Pier Paolo Pasolini
(Bologna, 5 marzo 1922 – Ostia, 2 novembre
1975) scrittore, regista e poeta con le parole di Alberto Moravia.

Pier Paolo Pasolini
«La sua fine è stata
al tempo stesso simile alla sua opera e dissimile da lui. Simile
perché egli ne aveva già descritto, nella sua opera, le
modalità squallide e atroci, dissimile perché egli non
era uno dei suoi personaggi, bensì una figura centrale della
nostra cultura, un poeta che aveva segnato un'epoca, un regista
geniale, un saggista inesauribile»
(Alberto Moravia)
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10 novembre 2006
Giosuè Carducci rievoca il fascino dell'autunno nel
celebre testo poetico proposto

La nebbia sul crinale di Montevecchia alta (novembre 2005)
San
Martino
La nebbia a gl'irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mar;
ma per le vie del borgo
dal ribollir de' tini
va l'aspro odor de i vini
l'anime a rallegrar.
Gira su' ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando:
sta il cacciator fischiando
sull'uscio a rimirar
tra le rossastre nubi
stormi d'uccelli neri,
com'esuli pensieri,
nel vespero migrar.
Giosuè Carducci
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17 novembre 2006
Proponiamo
questa riflessione sulla speranza, sulla possibilità a
partire da piccole cose di trasformare l'"io" in "noi",
l'indifferenza in responsabilità, la solitudine in comunione
e dialogo.

Un professore
terminò la lezione, poi pronunciò le parole di
rito: "Ci sono domande?".
Uno studente gli chiese: "Professore, qual è il significato
della vita?". Qualcuno, tra i presenti che si apprestavano ad uscire,
si mise a ridere. Il professore guardò a lungo lo studente,
chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò".
Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò
fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta.
Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada,
vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento
più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai
incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa
negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde,
crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo
finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la
metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anche io sono il
frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con
quello che ho, però, posso mandare la luce - la
verità, la comprensione, la speranza, la bontà,
la tenerezza - negli angoli oscuri del cuore degli uomini e cambiare
qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno
altrettanto.
In questo per me sta il significato della vita".
Citata in Missione Giovani, ottobre-novembre 2006, p.19
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24 novembre 2006
La mia spesa per la pace - Buy nothing day
Vogliamo
pure noi ricordare con le profetiche parole di Don Tonino la giornata
del non acquisto. Una giornata dedicata a tutto tranne che alle
compere, per rendere
concreto il dissenso verso il consumismo, un invito a "demarkettizzare" la nostra
vita.

"
[...] Astenetevi non tanto da un pasto, ma dalla ingordigia, dal
sopruso, dalla smania dell'accaparramento,, dalle collusioni disoneste
con certe forme di potere.
Più
che privarvi di un piatto, privatevi del lusso, dello spreco, del
superfluo, delle ridondanze dei vostri conti in banca: ci vuole più
coraggio. [...]"
Don Tonino Bello, Alla finestra la speranza, p. 30-31.
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DICEMBRE
1
dicembre 2006
Proponiamo per la giornata mondiale contro l'AIDS
queste riflessioni di don Luigi Ciotti

"Muoio due volte.
Anzi mi sembra di essere morto prima. Tutti ci hanno lasciati soli e si
è creato intorno a noi il vuoto. Ma non è la
morte per AIDS che mi spaventa e mi fa soffrire. E' stata la morte che
ho sentito dentro di me, quando tutti ci hanno abbandonati. Mi
è sembrato di morire già allora".
"Dare giudizi morali sulla persona
malata
di AIDS, significa aggiungere dolore a dolore, impedisce di dedicarsi
alla solidarietà, all'accoglienza, alla condivisione, le
sole strade da
percorrere per contrastare la malattia"
Citato in: Luigi Ciotti, Chi ha paura
delle mele marce, p.115.
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15 dicembre
Tutto
il mondo cristiano si appresta a celebrare la Festa del Natale. Per non
soffocare in quella che appare sempre più una "religiosità natalizia
fatta di preghiere appesantite dal sapore di panettone" proponiamo
questa vignetta per riflettere. Un Dio che venendo nel mondo ha creato
ponti (tra la divinità e l'umanità ma tra uomo e uomo) e uomini che
costruiscono muri...
 THEO MOUDAKIS
Per saperne di più...
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22 dicembre
Con le parole di David Maria Turoldo auguro a tutti un Buon Natale

Che si incontrino tutte
le madri con te divina Madre,
e tutti i fanciulli sussultino di gioia
già dai loro grembi
e sia ogni bimbo felice di nascere
perché è stato concepito
un uomo nuovo:
l'uomo-Dio, Gesù Cristo,
il frutto benedetto di tutta l'umanità
David Maria Turoldo
Per saperne
di più sul Natale...
Auguri, alcune tradizioni, approccio
interculturale alla festa del
Natale, canzoni, filmato (in flash)... per sorridere e riflettere, la
nascita di Gesù nei vangeli canonici, origine della festa
del Natale,
poesie, racconti, riflessioni sul Natale cristiano
http://www.ariberti.it/scuola/irc/natale/
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29 dicembre
L'augurio di buon anno lo formuliamo con la speranza che a tutti i bambini del mondo siano dati sogni, ricordi... tempo per essere!
 Foto Angelo Costalonga (fonte internet), composizione grafica Antonio Ariberti
Ci serve tempo per
sognare, per ricordare,
per raggiungere l'infinito.
Tempo per essere.
G.Taber
Per saperne di più sul Natale...
- Auguri, alcune tradizioni, approccio interculturale alla festa del
Natale, canzoni, filmato (in flash)... per sorridere e riflettere, la
nascita di Gesù nei vangeli canonici, origine della festa del Natale,
poesie, racconti, riflessioni sul Natale cristiano
www.ariberti.it/scuola/irc/natale/
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